Bernardo Campo

TAORMINA – Doveva essere un’estate scialba e senza eventi di richiamo quella al Teatro Antico di Taormina. Niente concerti, niente spettacoli interessanti è l’equazione che da più parti era già stata fatta senza troppi giri di parole e con largo anticipo. E invece a ravvivare l’estate degli eventi a Taormina, con un cartellone di spettacoli di qualità ci ha pensato la “rediviva” presenza di Taormina Arte. La Fondazione nata sulle ceneri del Comitato è ormai diventata realtà e il primo segnale incoraggiante e tangibile è arrivato proprio nell’estate della grande crisi.

La Fondazione Taormina Arte Sicilia ha proposto e sta continuando a proporre, infatti, appuntamenti che riconciliano con la dimensione del Teatro Antico, stavolta libero dall’invasione dei concerti fracassoni. E allora ecco il ritorno al teatro, alla danza e all’abbraccio ponderato tra modernità e classicità. Una proposta che ha incontrato il gradimento del pubblico e sta conquistando anche gli operatori economici e gli addetti ai lavori del turismo.

La macchina già rodata di TaoArte ha trovato un valido “pilota” nel commissario straordinario, Bernardo Campo. Il funzionario dell’assessorato al Turismo è arrivato a Taormina in punta di piedi, non era mancato anche qualche scetticismo iniziale su quella che sarebbe stata l’effettiva dedizione del neocommissario ad una realtà come TaoArte e un contesto come Taormina dove nulla passa inosservato e tutto spesso si amplifica, dove serve una presenza costante e diretta. L’emergenza Covid ha poi fatto presagire lo stop inevitabile alla programmazione di TaoArte in quest’estate. Campo, invece, si è giocato tutte le sue chance, a modo suo e senza perdersi nei contagiosi proclami in “salsa” taorminese. Ha scelto di rischiare e ha voluto una presenza non marginale di TaoArte nell’estate che poteva risultate quella di un flop totale. Ha osato come quelli che vanno incontro all’imprevedibilità di una roulette russa. I fatti gli hanno dato ragione.

Campo è riuscito ad allestire un cartellone che percorre con intelligenza la strada fortunata degli anni d’oro di Taormina Arte. Ha chiuso il cerchio in tempi stretti con un programma degno di nota che ha ribaltato la prospettiva dell’estate di una grande crisi trasformandola in quella del punto di ripartenza dell’ente, verso un rilancio concreto.

E alle porte di quest’estate c’era già stata anche la determina commissariale che ha messo alla porta Messina. L’addio ai due ormai ex soci ha spostato i destini della Fondazione sull’unico asse Taormina-Palermo, prospettiva che non è affatto dispiaciuta ai taorminesi. Se poi si aggiunge l’abile mossa di aver scansato la facile tentazione (fatale) di spostare tutto su un binario “parlermocentrico”, Campo insomma ha messo una pesante ipoteca sulla sua permanenza al vertice della Fondazione.

© Riproduzione Riservata

Commenti