TAORMINA – L’Associazione Taoxenia, presieduta da Paola Costa, interviene sulla questione delle oltre 300 attività, nella fattispecie appartamenti, che non risulterebbero in regola con il pagamento della tassa di soggiorno a Taormina. Del direttivo di Taoxenia fanno parte, oltre alla presidente Costa, Massimo Cifali (vicepresidente), Evelyne Turiano (segretaria), Roberto Parisi (tesoriere) e Stefano Intilisano (consigliere).

“Apprendiamo della richiesta fatta in consiglio comunale dall’ex assessore al Bilancio Salvo Cilona, oggi consigliere di minoranza, il quale chiede all’Amministrazione di attivarsi nei confronti di oltre 300 attività che a suo dire si nascondono, non pagano l’imposta di soggiorno. L’associazione Taoxenia, avendo dimostrato di essere parte attiva nei processi di elaborazione e produzione di protocolli sia amministrativi che comportamentali del settore turistico locale – in particolare extra alberghiero – ed essendo promotrice del Codice Identificativo Comunale, strumento che sarà utile a censire, non solo attività ricettive, ma anche chi di fatto “ospita” a casa propria avventori da ogni parte del mondo, chiede chiarezza su quanto letto”.

“Sarebbe opportuno concentrarsi sulle differenze normative tra le attività ricettive e una semplice locazione turistica. Infatti le attività ricettive ( Legge Regionale n. 27 del 06 04 1996) dice chiaramente già nei primi 2 punti cosa si intenda per attività ricettive nella nostra Regione: 1) L’attività ricettiva è diretta alla produzione di servizi per l’ospitalità; 2) Sono strutture ricettive gli alberghi, i motels, i villaggi-albergo, le residenze turistico-alberghiere, i campeggi, i villaggi turistici, gli alloggi agrituristici, gli esercizi di affittacamere, le case e gli appartamenti per le vacanze, le case per ferie, gli ostelli per la gioventù, i rifugi alpini)”.

“Le locazioni turistiche sono invece regolamentate a livello Nazionale dal Decreto-Legge 24 aprile 2017, n. 50 che all’articolo 4 norma finalmente le Locazioni Brevi; Il suddetto articolo al punto 1 dice che: Ai fini del presente articolo, s’intendono per locazioni brevi i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività’ d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività’ di intermediazione immobiliare, ovvero soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità’ immobiliari da locare.

“E’ chiara la differenza tra le attività ricettive e le locazioni brevi. Rimaniamo stupiti dalla delibera presentata dal Comune di Taormina n° 57 del 11- 09-2015 la quale aumenta l’imposta di soggiorno e non varia gli attori che devono percepire l’imposta per conto del Comune e cioè tutte le attività ricettive. Di fatto le locazioni brevi sono fuori dalla delibera in quanto non sono attività ricettive e non sono previste nelle tabelle predisposte dal Comune (proprio quando Cilona era assessore al bilancio), quindi non hanno l’onere di raccogliere per conto del Comune l’imposta di soggiorno”.

“Ci chiediamo quali criteri siano stati usati per compilare questo elenco con più di 300 strutture e soprattutto siamo sicuri si tratti di abusivi? La legalità è il principale perno sul quale ruota l’attività di Taoxenia e quindi, proprio per questo, non possiamo che plaudire all’iniziativa dell’ex assessore Cilona esortandolo anzi a fornire quanto più dettagli possibile perché vengano individuati comportamenti scorretti. Il lavoro minuzioso fatto dall’Associazione Albergatori Taormina – Federalberghi Extra, il cui contenuto è noto all’ex assessore Cilona dovrebbe essere condiviso con le altre associazioni per assicurare un maggiore sostegno alle istanze legalitarie dell’ex assessore”.

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