Nell’era della lotta globale al Covid controlli e prevenzione dovrebbero andare a braccetto, senza confini e nemmeno distinzioni tra i vari territori. Ma evidentemente non è così in Lombardia dove a Malpensa, in un aeroporto dal quale transita un’utenza internazionale e nazionale, il governo regionale della Lombardia ha deciso di intensificare i tamponi allo sbarco con una distinzione di non poco conto. Tamponi intanto solo per i lombardi, soltanto cioè per chi risiede in Lombardia. E poi anche per gli stranieri dei Paesi a rischio. Stop, il resto d’Italia si arrangi e faccia da sola. Visti i risultati terribili del sistema sanitario lombardo durante il lockdown, verrebbe da dire che chi fa da sé fa per tre.

Alla faccia dell’internazionalità: è inevitabile, in ogni caso, pensarlo ed evidenziarlo. Si punta, in sostanza, a tutelare i residenti in Lombardia. Gli altri vadano pure, anche se infetti. Le altre regioni non sono un problema della Lombardia.

A Malpensa è iniziato lo screening dei passeggeri in arrivo dai quattro paesi a rischio per il Covid, ossia Spagna, Croazia, Grecia e Malta. “Con delle corsie preferenziali però”, riporta La Stampa. “A Malpensa i tamponi li facciamo a tutti” ha spiegato il direttore generale dell’Assessorato al Welfare di Regione Lombardia Marco Trivelli, ma la priorità va ai “turisti stranieri” e ai lombardi “per alleggerire le Ats”. Sono tanti invece i “non lombardi” che si sono presentati ai controlli e che sono stati respinti.

Le disposizioni sanitarie lombarde a Malpensa per evitare che contagiati possano contagiare in Lombardia appaiono in linea con la lucida follia di qualche mente malata che a marzo spinse migliaia di persone alla fuga verso il Sud, rischiando di provocare un’ecatombe nelle regioni meridionali. Era la notte del 7 marzo e qualche scienziato decise di far trapelare la notizia che il governo stava per chiudere tutto, e prima ancora di quel decreto di Palazzo Chigi, casualmente si diffuse il panico con una fuga di notizie che ebbe il risultato (sperato) di creare panico e voglia collettiva di scappare verso il Sud, andando al contempo ad alleggerire la situazione di una regione dove gli ospedali già scoppiavano di persone ricoverate.

Adesso si passa all’effetto boomerang, facendo finta di non sapere che in realtà i contagi che si stanno registrando al Sud si caratterizzano in molti casi perchè si tratta di casi “esportati” nelle regioni del Mezzogiorno da persone residenti nell’area settentrionale del Paese. Come se, fatti uscire senza controllo e tamponi i cittadini di altre Regioni (Stati, Nazioni?) transitati per Malpensa, poi la Lombardia potesse blindare e chiudere i suoi residenti in una bolla di Orlando, rendendoli immuni dal rischio di contagio con la libera circolazione. Ed è d’obbligo ricordare agli illuminati governanti della Lombardia che al Sud non ci sono stranieri italiani ma cittadini che almeno teoricamente fanno parte di un unico Stato. A convenienza ovviamente ma è pur sempre così.

Intanto, tamponi solo per i lombardi, l’Italia è una sola. Madama la marchesa…

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