tassa di soggiorno

TAORMINA – A pochi giorni dal blitz della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro di 500 mila euro a 17 hotel per il mancato versamento della tassa di soggiorno, non si spengono i riflettori sulla questione delle strutture non in regola. In Consiglio comunale, infatti, l’ex assessore al Bilancio ed attuale consigliere di opposizione, Salvo Cilona, ha chiesto all’Amministrazione di attivarsi su quella che in atto sarebbe una vera e propria “giungla” di strutture invisibili nel settore extra-alberghiero a Taormina, che non pagano la tassa di soggiorno ed operano in un sostanziale regime di clandestinità. Sarebbero oltre 300 gli appartamenti adibiti all’ospitalità dei turisti che avrebbero operato in una condizione di irregolarità, strutture individuate in un dossier redatto dall’Associazione Albergatori Taormina-Federalberghi Extra. Un documento di cui è già in possesso il Comune di Taormina.

“L’Associazione Albergatori Taormina-Federalberghi Extra – ha dichiarato Cilona – ha fatto un lavoro minuzioso, un lavoro duro, per portare alla luce quella che è la situazione in questo territorio. E’ un percorso che io stesso avevo avviato quando ero assessore al Bilancio (nella passata Amministrazione Giardina). Il Comune di Taormina ha l’elenco di tutte quelle attività che a gennaio 2020 non erano in regola. Erano invisibili. Il Comune ha quella lista nella quale ci sono oltre 300 attività che si nascondono. Ora è necessario che il Comune faccia chiarezza con un lavoro concreto, e restrittivo, andando a fare chiarezza città. Ci sono appartamenti che sono concorrenziali e cioè fanno concorrenza sleale agli hotel senza versare niente per quanto riguarda la tassa di soggiorno. Tra l’altro gli appartamenti hanno un’imposizione di un solo euro di tassa di soggiorno, mentre gli alberghi cinque ore”.

“Stiamo parlando – continua Cilona – anche di un’evasione di circa 180 mila euro o 200 mila euro l’anno di tassa di soggiorno e quei soldi, oggi più che mai, servono tantissimo al Comune. Proprio in questi giorni c’è molta indisciplina e ci ritroviamo con appartamenti dove vanno a dormire 6 o 7-8 persone in un unico ambiente e non c’è soltanto il problema della tassa di soggiorno ma anche la questione del dover fare attenzione sulle norme anti-Covid. Non vorremmo seguire le orme di località come Corfù, finite su tutte le prime pagine. Se per caso dovesse accadere qui un fatto del genere, la cosa sarebbe poi drammatica. Bisogna fare attenzione e verificare. Il Comune ha tutti gli elenchi di quelli che non sono in regola”.

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