Pietro D'Agostino

TAORMINA – “Il ferragosto a Taormina ha fatto registrare il 70% di presenze di turismo di massa, ma va anche detto che si è visto un 30% di visitatori di qualità. Non è molto ma è un segnale che fa ben sperare”. Lo afferma il presidente dell’Associazione Commercianti (Act) Taormina, Pietro D’Agostino, che così analizza il momento del turismo nella Perla dello Ionio.

“Ferragosto – spiega lo chef stellato D’Agostino – è da sempre, per tradizione e anche al di là di questa annata particolare, un momento in cui c’è molto turismo di massa ma un pò di gente di livello, un turismo insomma anche di qualità, si è visto. Certamente tutti vorremmo che le percentuali fossero esattamente opposte a quelle attuali ma bisogna anche cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno. Al tempo stesso, semmai, registriamo che rispetto al fine settimana di ferragosto, c’è in queste ore un calo enorme, non solo qui ma anche nelle vicine località di Giardini e Letojanni. Diverse persone, che magari speravamo sarebbero rimaste sino a fine mese, come avveniva anche negli anni precedenti, invece stavolta ripartono in anticipo e questo non è un segnale che ci conforta”.

“La verità è che c’è grande incertezza e nessuno di noi sa come andranno le cose in autunno. Settembre e ottobre sono due mesi in cui Taormina ha lavorato bene e con un turismo di qualità ma quest’anno è una storia a parte nella quale non si possono fare previsioni. Siamo prudenti e ci auguriamo che si possa recuperare quanto è stato perso sino ad ora. Bisogna essere prudenti e fare attenzione, noi diciamo sì alla tutela della salute, al 100%, e no invece agli allarmismi. Tutti dobbiamo rispettare le regole e auspichiamo che, da questo punto di vista, i controlli possano avvenire con la medesima scrupolosità per tutti. E’ importante cercare di fare una vita normale, anche se tutti sappiamo che il rischio esiste. Ma noi qui viviamo di turismo e Taormina deve tornare a fare turismo e ad attrarre visitatori da tutto il mondo”.

“In questo momento – continua il presidente di ACT – mancano gli stranieri o perlomeno ce ne sono molti di meno rispetto al passato. Gli stranieri che si vedono comunque in città sono di francesi svizzeri e inglesi e anche qualche tedesco. Mancano i flussi extra-europei per le dinamiche che conosciamo. Anche dall’est Europa, come Polonia e Ucraina, si stanno notando comunque diverse presenze in città”.

D’Agostino si sofferma quindi sulla discussa espressione del “turismo dozzinale e da rapina”, di cui ha parlato nei giorni scorsi il sindaco e che ha fatto discutere: “Il sindaco si sta impegnando e sta facendo la sua parte per contrastare la crisi. Ritengo giusto però dire che qui non si è fatto turismo dozzinale anche perché chi arriva a Taormina paga già il parcheggio, poi spende altri soldi e quindi anche nella peggiore delle ipotesi spende delle cifre non indifferenti per venire qui e per rimanerci. Taormina non è “dozzinale”. Il turismo da rapina? C’è sempre qualche “pecora nera” ma questo vale ovunque e non bisogna generalizzare. Tra l’altro Taormina non è piu cara di altre destinazioni turistiche. Gli operatori economici qui hanno mantenuto invariati i prezzi e qualcuno ha anche abbassato le tariffe. Sia nel commercio e nella ristorazione che nel settore alberghiero tutti hanno dimostrato sensibilità verso il turista e consapevolezza del momento. Taormina soffre, semmai, per altri problemi come la mancanza di vigili urbani che si ripercuote poi sul controllo del territorio e sull’immagine che diamo ai visitatori”.

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