Teatro Antico di Taormina

TAORMINA – “Il movimento di ferragosto è sempre stato un flusso massivo ma mai come quest’anno rende l’idea del momento di grande difficoltà che sta vivendo il turismo a Taormina. La qualità non si vede, anzi non c’è e senza di quella diventa molto difficile andare avanti per molti operatori economici di Taormina”. Lo afferma il direttore di Confesercenti Messina, Daniele Andronaco, che non fa mistero della sua preoccupazione per l’attuale trend del turismo nella Perla dello Ionio.

“In questo momento a Taormina si vedono tanti ragazzi e ragazze ma il turismo di qualità è assente, manca quella parte fondamentale di visitatori che rappresentano una vera e propria linfa vitale per le attività del luogo – afferma Andronaco -. Manca quel turismo che la città merita e che l’ha contraddistinta in passato. Il turismo di prossimità che c’è quest’estate non dà nulla e non porta da nessuna parte. Le grandi strutture alberghiere stanno soffrendo un calo fortissimo e non sappiamo in alcuni casi quali scelte faranno già a settembre. Nel commercio e nella ristorazione registriamo un calo che supera il 50%”.

“Auspichiamo con forza che si riesca ad allungare la stagione – continua Andronaco -. Quello che si è perso non è più recuperabile e il flusso che ci sarà magari a settembre e ottobre, in qualsiasi caso, non potrà bastare a compensare il disastro che sin qui si è registrato. Ma bisogna cercare di recuperare qualcosa e limitare i danni o non sappiamo davvero cosa potrà accadere nei prossimi mesi. Non c’è il turista straniero, è un fatto acclarato di cui tutti abbiamo preso atto ma Taormina deve reagire. Sappiamo che c’è stata una pandemia e siamo dentro una grande crisi ma, al di là delle congiunture esterne, si poteva e si doveva fare qualcosa in più a livello locale, a livello amministrativo. Anzi, la verità è che non si è fatto nulla. E si sono rivelati inutili anche quei tavoli ai quali per altro noi non siamo stati neanche invitati. Si è persa una grande possibilità di interlocuzione diretta con le Istituzioni, ai massimi livelli, nazionali e regionali, a prescindere da qualche sporadico contatto personale che poi, come si è visto, non ha portato nulla di significativo e di incisivo per il territorio”.

“E’ chiaro – evidenzia Andronaco – che ci si aspettava di più dallo Stato, dal governo nazionale e da quello regionale, ma oltre le promesse non si è visto altro che il nulla. Invece, in ambito locale non si comprende la strategia del Comune di Taormina, che anzichè affrettare la procedura di affidamento della gestione del Palacongressi la sta portando avanti senza quella necessaria immediatezza di cui necessita la città per rilanciarsi e destagionalizzare. Perché allungare i tempi? Si propaganda che si va verso una svolta ma poi deve ancora essere previsto il bando, andrà espletata la procedura e si comunica che ‘il bando verrà pubblicato per un periodo ampio sulla gazzetta ufficiale europea’ e che il futuro gestore avrà le chiavi nel 2022. I tempi bisogna stringerli e non allungarli: così facedo cosa si pensa che si otterrà? La crisi è adesso e non aspetta il 2022”.

Infine la discussa espressione del sindaco secondo il quale la città “si è cullata sui sogni di gloria del turismo dozzinale e da rapina”: “Non ci sono parole, una frase incommentabile che si commenta da sola”.

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