minuto di silenzio per Giovanni Coco

TAORMINA – Il Consiglio comunale di Taormina ha osservato nella serata di martedì un minuto di silenzio per la scomparsa di Giovanni Coco, ex dirigente comunale suicidatosi venerdì scorso a Giardini Naxos.

“Prima di iniziare la seduta, di comune accordo con tutti consiglieri, il Civico consesso osserva un minuto di silenzio per la scomparsa di Giovanni Coco, ex dipendente comunale e per tanti anni anche dirigente del Comune di Taormina”, ha detto in avvio dei lavori consiliari la presidente dell’assemblea Lucia Gaberscek.

Poi si è passati ad altre vicende politiche e amministrative. Non una parola su Coco, non un intervento. Una decisione concordata e condivisa prima della seduta. A quanto pare c’è chi non riteneva necessario neppure vi fosse quel minuto di silenzio perché non si trattava di un ex amministratore. Era solo un ex dipendente del comune: peccato che il defunto abbia lavorato per 42 anni per il Comune, ricoprendo ruoli di responsabilità.

Un minuto di silenzio, punto e basta. Scelta del tutto legittima e rispettabile nei termini istituzionali. Una valutazione, tuttavia, discutibile nella misura in cui umanamente non condivisibile. Un distacco in fondo coerente con la freddezza di quell’indifferenza che ha scavato il solco fatale della via senza ritorno nel tragico destino di un uomo.

Un minuto di silenzio e niente di più, il Comune di Taormina a suo modo ha inteso ricordare la vittima senza andare oltre, anche per non interferire – così si dirà – con l’operato delle autorità. Ma qui adesso non c’è più molto da intralciare, semmai è lecito pensare che le autorità le si poteva e le si doveva aiutare collaborando a suo tempo in modo assai più incisivo. Questa è una brutta storia che oggi per molti aspetti, invece, è già arrivata al suo capitolo finale e ha avuto il suo epilogo tra le onde del mare.

Silenzio e poi oblio. Non serviva la retorica di chissà quale discorso, che ormai lascia il tempo che trova. Sarebbero bastate poche frasi e qualche breve parola di cordoglio ai familiari, anche da parte di una sola persona a nome di tutti. Sarebbe stato opportuno un pensiero di umanità e un gesto di sensibilità, per quanto tardivo, per un uomo che ha fatto degli sbagli, di cui risponderà a Dio, ma agli occhi della città non merita di essere archiviato nel silenzio-assenso di quel marchio infamante di ‘mela marcia’ del Comune di Taormina.

La politica taorminese volta pagina e chiude il capitolo Coco. Lo archivia di fretta e con il malcelato imbarazzo di chi ha una piena però inconfessabile consapevolezza che nell’ultimo ventennio in questo Comune e in questa città tutto sia andato avanti nell’alveo soltanto teorico di una limpidezza comportamentale che spesso non è esistita e, semmai, ci sono state (impunite) condotte ben più gravi e censurabili di chi ora si è consegnato al conforto di Dio.

Così scende il sipario, nel gelido requiem di pochi effimeri istanti, anche se quando si arriva alla notte della coscienza, la voce della verità diventa il tarlo di un risveglio che non si può eludere in eterno. A Taormina Coco paga per tutti. The show must go on, lo spettacolo deve andare avanti. Ma quella è la regola non scritta di chi recita. La vita reale e i rapporti umani sono un’altra cosa.

 

© Riproduzione Riservata

Commenti