Isolabella

Diceva qualche saggio che la madre dei cretini è sempre incinta. A Taormina di questi tempi, anche se in verità già da anni, di cretini se ne vedono tanti in giro e a tutti i livelli. Il problema è che se sino a qualche tempo fa l’imbecillità conclamata era un problema individuale, del singolo, purtroppo dopo la pandemia la storia è cambiata.

Siamo ormai nell’era del vietato assembrarsi e del doveroso distanziarsi, e soprattutto nell’epoca in cui anche una sola persona, se contagiata, dal virus può scatenare l’ira di Dio venendo poi a contatto con gli altri. Da più parti si lancia l’appello ad essere attenti e prudenti, perché proprio in questo periodo e soprattutto col pienone di ferragosto l’alta promiscuità sociale eleva in termini esponenziali il rischio che possano registrarsi casi di contagio da Coronavirus. Ma c’è chi se ne sbatte altamente di qualsiasi monito e dà sfogo all’incoscienza senza vergogna. Senza freni e senza neuroni, a briglie sciolte con assoluto disprezzo della prevenzione.

Eccola Isolabella come si presenta alle porte di ferragosto. Una folla di bagnanti che si accalca sulla battigia, nella riserva, lungo l’istmo e nell’isolotto. Tutti ammassati, in costume, a prendere il sole e fare il bagno alla faccia del virus che non c’è. Una scena, in fondo, normalissima sino all’anno scorso, una bomba ad orologeria ora dopo il lockdown.

Basta una sola immagine, basta e avanza. E’ la testimonianza impietosa di una superficialità indicibile, il rito della cialtronagine di chi se ne fotte di tutto e non comprende che oltre le proprie terga c’è un mondo attorno e il proprio menefreghismo è una minaccia per gli estranei, per i loro cari e per quelli degli altri.

E’ l’egoismo del genere umano elevato alle più strenue conseguenze. La stessa identica strafottenza di quelle migliaia di persone che in piena emergenza, nei mesi scorsi, sono saliti sui treni per rientrare al Sud, rischiando di portare il virus ai genitori, ai nonni, ai nipoti. Erano quelli che facevano aperitivi sui Navigli raccontando le barzellette sul Sud ripudiato e che poi se ne sono ricordati come rifugio dal Covid: nostalgia canaglia, casa dolce casa, giusto il tempo di mettersi in salvo, per poi riabbracciare l’amato “Continente”.

Si va avanti con l’aiuto della buona sorte ma, di fronte a un nemico invisibile, continuando così, il pericolo è dietro l’angolo. Auguriamoci che da queste parti nulla accada e che il fato sia sempre benevolo, perché altrimenti saranno volatili per diabetici per un’economia e un territorio già messi in ginocchio dal lockdown.

Qualcuno non ha compreso che la vera lotta al virus è adesso, assai più che d’inverno quando ci si è chiusi in casa e per strada non c’erano turisti e persone provenienti da Paesi esteri o altre regioni. Il rischio è oggi, perché è tempo di contaminazione collettiva senza confini geografici, (in nome del turismo che deve certamente ripartire) e nessuno sa chi c’è accanto e nemmeno da dove provenga. Per questo bisognerebbe accendere il cervello (chi lo ha) ed evitare scene di bestialità estrema come questa. Tenere un minimo di distanze e portarsi appresso la mascherina, possibilmente non come souvenir. Invece eccoli i risultati.

Isolabella scoppia di bagnanti, non assembrarsi dovrebbe essere la parole d’ordine, invece mischiarsi a rischio di contagio è il verbo che regna sovrano. Ed è così in altre spiagge della zona, come pire è così la sera sul lungomare di Naxos piuttosto che in Corso Umberto a Taormina, o davanti a qualche bar dove decine di persone fanno un’ora di attesa per la granita senza che nessuno dica niente. Cambia il luogo, non il copione. “Il virus? Non c’è, chi se ne frega. Un eventuale positivo nella massa? Impossibile, non fate allarmismo, qui è tutto ok, tutto tranquillo”. Si minimizza, salvo poi farsela addosso quando arrivano le voci che magari sia stato fatto forse un tampone in zona.

Tutti allegri e Covid free. “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”. Come quelli che dopo gli aperitivi se ne sono andati lietamente in ospedale e hanno mandato lietamente in ospedale pure parenti, amici ed estranei. Tutti insieme appassionatamente verso il Covid.

 

 

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