Eddy Tronchet

TAORMINA – Eddy Tronchet interviene con una nota sulla vicenda dei lavori per un punto ristoro al Teatro Antico e si sofferma anche sulle recenti dichiarazioni del sindaco.

“Il sindaco di Taormina e il direttore del parco archeologico Naxos Taormina – scrive Tronchet -, uniti nella strenua difesa del progetto di riqualificazione del Teatro Antico di Taormina, innervositi da tanto clamore, alzano barricate fatte di decreti legge, autorizzazioni, di atti burocratici, onde giustificare quel che appare a tutti gli effetti uno scempio ed una aberrazione, l’ennesima in territorio taorminese, questa volta ai danni del monumento più amato dai Taorminesi e di gran parte dei siciliani”.

“Ma andiamo per ordine. Il sindaco Bolognari dapprima affonda i suoi colpi contro associazioni rispettabili, cittadini preoccupati e responsabili, accusandoli di essere perennemente addormentati, nostalgici di un turismo da rapina, cioè di ladri. Il sindaco ha trattato gli operatori turistici taorminesi, i commercianti, gli albergatori di essere dei ladri? Ho capito bene? Ha accusato i suoi concittadini di essere un prodotto della subcultura e fondamentalmente di essere degli incapaci?”.

“Diversamente dalla narrazione fantasiosa del sindaco, sono poche le aree archeologiche in Sicilia che posseggono una caffetteria/ristorante dentro il recinto di un monumento antico. Non se ne trovano ad Agrigento, né a Piazza Armerina, né a Segesta, né a Morgantina, né a Selinunte né tanto meno a Siracusa dove quel genere di locale rimane molto distante dalle strutture antiche e non altera in alcun modo la fruibilità dei monumenti”.

“A Siracusa, un tentativo simile è ancora in atto nel piazzale antistante il Castel Maniace. Un bar provvisorio era stato costruito su un lato della piazza obliterando la vista del mare. Proteste cittadine e di associazioni assieme al compianto Soprintendente Calogero Rizzuto avevano ottenuto la rimozione sulla base di un provvedimento del Tar, messo in discussione dal nuovo soprintendente di Siracusa che avrebbe nuovamente dato il suo consenso alla discutibile presenza di quel locale contro il parere di Italia Nostra e di gran parte della cittadinanza siracusana. Cosa succede a Taormina? Ovviamente la risposta è che Taormina fa gola a molti”.

“La Regione Siciliana aveva affidato per decreto la gestione delle proprie aree archeologiche a ditte private. Ricordate la gestione Novamusa? I processi in cui il Comune di Taormina si costituì parte civile, in merito agli incassi della biglietteria e alle mancate infrastrutture dentro le aree archeologiche, i famosi servizi aggiuntivi di assistenza agli utenti, cioè a dire, caffetteria, ristorazione, guardaroba e quant’altro. La Novamusa venne condannata in appello nel 2015 al versamento della somma di 965.000€. La sentenza di cassazione civile del 20/02/2020 n°4314 , ribadisce le responsabilità della Novamusa, che ad oggi, non avrebbe versato al Comune di Taormina neanche un centesimo di quella cospicua somma”.

“Non contenti di una simile esperienza che costa alle casse erariali svariati milioni di euro, la Regione Siciliana rinnova l’esperimento con altri soggetti, e, evitando ulteriori contenziosi, si adegua a quelle voci che prevedono i servizi aggiuntivi. Già individuata l’area ed il fabbricato, cambiando la destinazione d’uso, il vecchio “Semaforo” è pronto a diventare ristorante, caffetteria, con servizio ai tavoli, magari con camerieri vestiti da antichi greci”.

“E’ con sofferenza che si assiste alla deturpazione di un angolo di straordinaria suggestione costituito dal “Semaforo” che dava i segnali ai marinai, e che per la sua anzianità acquisisce lo statuto di rudere perfettamente in simbiosi con il portico esterno dagli archi maestosi, da quei blocchi di basalto a sostegno dell’imponente velario, dal basamento esistente di un tempio greco rendendo ulteriormente quel recinto assolutamente sacro e inviolabile! Non ultimo, la suggestione del mare sottostante solcato dagli antichi navigli per rifornire i vini pregiati tauromenitani lungo le rotte dello Ionio e del Tirreno alle élite romane!”.

“Un sito archeologico, un monumento antico, un’opera d’arte sono soprattutto un messaggio che ci viene dal passato, respirando l’atmosfera circondante e guardando lo spazio nel quale esso è inserito, si riesce talvolta a comprendere meglio quelle presenze antiche che solo il tempo separa da noi”.

“La magia di quell’antica terrazza è destinata a scomparire del tutto. Chiedo al sindaco e al direttore del Parco: potevate opporvi, perché non lo avete fatto? Quanto alla gestione del parco archeologico e della soprintendenza di Messina, suggerisco alla dott.ssa Tigano di avviare in tempi rapidi il restauro della Spada di Taormina , rotta per l’ennesima volta, forse da qualche addetto ai lavori scarsamente competente presso l’Isolabella”.

“Suggerisco di ordinare con criteri scientifici la sezione archeologica subacquea nel museo di Naxos che si presenta disordinata, con diversi errori nelle didascalie, con un raro esemplare di ancora romana rotta dall’incuria di chi è preposto alla tutela. Così come vi è un rarissimo esemplare di un presumibile scandaglio di terracotta buttato per terra lungo il corridoio della sala principale”.

“Suggerisco di verificare lo stato di degrado presso le cosiddette “Naumachie” dove una colata di calce o di pittura ha recentemente obliterato svariati mattoni cotti alcuni con bolli impressi rendendoli illeggibili. Suggerisco altresì di avviare la pulitura degli ambienti delle Terme romane ancora ricoperte dai lapilli dell’eruzione del 23 novembre 2013. Sono quasi sette anni che le Terme romane di Taormina vengono abbandonate nella massima incuria da parte della Soprintendenza”.

“Quanto al sindaco di Taormina, Mario Bolognari, che ha apertamente accusato i suoi concittadini di “rapinatori”, di “dormiglioni”, di “sognatori nostalgici”, di “ritardatari”, di “fatalisti” e di “incapaci” appare utile ed istruttivo ricordare che grazie a questa banda di incapaci sono stati evitati scempi come la sopraelevazione dell’hotel San Domenico (con un parere positivo della Soprintendenza) o come la costruzione di un folle porto turistico in piena Rada di Taormina, con muro frangiflutti lungo quasi un chilometro e la conseguente distruzione della frazione di Villagonia. Progetto del mostruoso porticciolo visto positivamente dal sindaco Bolognari durante il suo secondo mandato e con un parere positivo della Soprintendenza successivamente. Quel progetto di grande speculazione edilizia fu contrastato e vanificato grazie ad una petizione popolare dei cittadini “incapaci””.

Infine Tronchet invita il sindaco a chiarire le sue affermazioni: “In merito alle accuse proferite per mezzo stampa dal sindaco di essere nostalgici di un turismo da rapina, sottintendendo chiaramente che gli operatori turistici e commerciali, imprenditori ed ambientalisti di questa città in disaccordo con il progetto “caffetteria del Teatro Greco” abbiano attuato dei furti ai danni dei turisti, e che da nostalgici che sono, vorrebbero proseguire su questa scia di rapine ai danni del turista, se non vi è fraintendimento della frase e delle accuse in essa contenute, e se vi sono i presupposti di legge, la querela per diffamazione sarà inevitabile”.  

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