un'incantevole scorcio di Taormina

TAORMINA – “Dalla Regione registriamo al momento un silenzio tombale, che ci preoccupa non poco, sul Piano Paesaggistico. Auspichiamo ci possano essere al più presto delle novità e che si faccia chiarezza su quelle che sono le prospettive urbanistiche e paesaggistiche per il territorio”. Lo ha detto il presidente di Taormina Obiettivo Recupero, arch. Piero Arrigo, uno dei tecnici che sono stati impegnati in prima linea nei mesi scorsi nella stesura delle osservazioni che il Comune ha inviato, a suo tempo, in opposizione al Piano Paesaggistico Ambito 9 approvato dal l’Assessorato Regionale con decreto n. 90 del 23 ottobre 2019″.

“Mentre attendiamo risposte dalla Regione – ha evidenziato Arrigo – intanto il sacco di Taormina procede indisturbato in diverse zone, tra chi costruisce, chi fa rampe di ascensori, chi fa una piramide in elevazione e occlude il paesaggio ed altre situazioni del genere si rischia di vedere da qui ai prossimi mesi. Per questo occorre impedire nuove speculazioni, mettere un freno e tutelare in modo concreto e fattivo il territorio”-

Arrigo, portavoce del gruppo di tecnici taorminesi che nei mesi recenti hanno dato vita insieme all’Amministrazione comunale di Taormina all’elaborazione delle osservazioni sul piano, ha ribadito che il piano “è in contrasto alle disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che disciplina il procedimento di pianificazione paesaggistica”. “Abbiamo inoltrato tutto ai competenti uffici di Palermo a marzo, poco prima dell’emergenza pandemia e del lockdown, e sin qui abbiamo aspettato, per capire quali valutazioni avrebbe fatto la Regione – spiega Arrigo -. Certamente noi abbiamo espresso in modo inequivocabile forti perplessità sul Piano Paesaggistico attuale che rischia di arrecare danni significativi al territorio di Taormina. Si tratta di un elaborato che, a nostro avviso, è stato posto in essere senza i dovuti presupposti e nel quale non c’è stata la necessaria attenzione in termini di ricognizione degli immobili, ricognizione delle aree, ed analisi della trasformazione del territorio, così come non c’è anche l’individuazione degli interventi di recupero e riqualificazione delle aree degradate”.

Nelle osservazioni presentate sono state pure elencate “varie illogicità che riguardano il centro storico”. Vengono, poi, ritenute “Incomprensibili alcune zone individuate in rosso con livello di tutela 3 a Trappitello”, e perciò “è stato invitato il Governo Regionale a sospendere l’efficacia del Piano, a valutare le osservazioni in precedenza elencate e procedere alla emanazione di un nuovo Piano concertato con il nostro territorio”. “Siamo ormai a metà agosto ma ancora tutto tace”, aggiunge Arrigo.

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