la zona di contrada Zappulla-piazza Franz Pagano

TAORMINA – Non si placano le polemiche sull’emergenza dumping denunciata dalla Fisascat Cisl, che ha richiesto nei giorni scorsi all’Ispettorato del Lavoro e alle Forze dell’Ordine di effettuare dei controlli sulla situazione contrattuale dei lavoratori stagionali nelle attività del turismo e commercio. Una richiesta sulla quale si è poi acceso lo scontro con le associazioni di categoria.

Ieri un nuovo affondo del sindacato, che va in pressing sul Comune. “Abbiamo chiesto anche al Comune, e lo ribadiamo, di fare la sua parte – afferma il segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl, Pancrazio Di Leo -. C’è un problema di contratti ma anche di viabilità e di sicurezza. Chi controlla i lavoratori che arrivano a Taormina? In questo momento chi non è in regola perché forse ha un contratto part-time ma lavora per più ore o perché magari lavora in nero, non parcheggia al Lumbi o al Porta Catania o al Porta Pasquale, poiché per motivi contrattuali non può chiedere agevolazioni e dovrebbe pagare prezzo pieno. Così questi lavoratori vanno in alcune zone come la Via Fontana Vecchia, contrada Zappulla, o altre ancora, per trovare un posto. Sabato scorso un bus Asm è rimasto bloccato, impossibilitato a fare manovra in piazza Franz Pagano, dove c’è tra l’altro divieto di sosta, perché la sosta selvaggia di diverse auto ha ostacolato la normale manovra. Quindi così si fa anche un danno al servizio pubblico, ma soprattutto alle casse comunali e di Asm che perdono incassi. Senza dimenticare ulteriori riflessi come per il mancato pagamento dell’addizionale comunale e di quella regionale, mancati versamenti Inps e Irpef, fiscali e contributivi”.

“Siamo inoltre preoccupati – conclude la nota – perché chi non ha il pass parcheggia abusivamente e in assenza di controlli si possono creare problematiche legate all’emergenza sanitaria, per la salute e la sicurezza del territorio. Mentre attraverso la sosta al Lumbi e al Porta Catania un controllo è possibile e sappiamo chi arriva, la sosta selvaggia rischia di coincidere con l’arrivo in città di soggetti che possono rappresentare un elemento di pericolo per la salute pubblica e che diventa poi complicato rintracciare”.

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