il vicesindaco Enzo Scibilia durante i lavori della "discordia" a Trappitello

TAORMINA – Il Tribunale di Messina, con apposita decisione della Sezione dei Giudici per le indagini preliminari, archivia il procedimento nei confronti dell’Amministrazione comunale di Taormina, e nello specifico del vicesindaco Enzo Scibilia e del sindaco Mario Bolognari, per la discussa vicenda della piantumazione degli alberi nella Via Francavilla della frazione di Trappitello, che secondo quanto denunciati dai consiglieri di opposizione sarebbe avvenuta senza le necessarie autorizzazioni.

Un esposto era stato presentato il 29 giugno 2019 dai consiglieri Salvo Cilona e Antonio D’Aveni, i quali avevano rappresentato che l’1 aprile 2019, mentre transitavano lungo la Via Francavilla, avevano notato sul marciapiede destro la rottura della mattonella con collocazione di alberi di alto fusto. I consiglieri si erano, quindi, recati presso la sede della delegazione del Comune ed avevano parlato con i vigili urbani, comunicando loro informalmente che avrebbero intimato alla ditta l’interruzione dei lavori, dato che l’intervento “era stato commissionato e autorizzato “a voce” dall’assessore Enzo Scibilia”.

L’Utc, tramite il dirigente ing. Massimo Puglisi, aveva quindi comunicato che non aveva autorizzato nessun intervento. In seguito, il 31 maggio 2019 si appurava che gli alberi di alto fusto erano stati rimossi, lasciando aperte le buche realizzate. Il 13 giugno 2019 la Giunta ha assegnato 500 euro al Comando Polizia Municipale per far fronte alle spese di istruttoria da sostenere nei confronti di Anas per la sistemazione e piantumazione di 25 alberi. I denuncianti hanno invocato che si operassero accertamenti sui fatti esposti per valutare la ricorrenza di eventuali responsabilità penali. Il Pm ha chiesto l’archiviazione del procedimento nei confronti degli amministratori comunali (difesi in questo procedimento dall’avvocato Giuseppe Valentino), “attesa l’assenza di profili di rilevanza penale nella vicenda, difettando qualsivoglia violazione di legge o di regolamento idonea ad integrare il reato di abuso di ufficio”. La parte ricorrente ha formulato opposizione, insistendo nelle argomentazioni esposte in denuncia e rappresentando “l’esigenza di approfondire il quadro istruttorio”, tramite acquisizione del verbale dei vigili urbani e l’escussione del dirigente Puglisi, e dei due consiglieri, invocando così che venisse ordinata la formulazione dell’imputazione. Per il giudice per le indagini preliminari, dott. Eugenio Fiorentino, la richiesta di archiviazione “merita accoglimento”.

“Dal verbale di sopralluogo del 1 aprile 2019 si evince che la ditta era stata invitata a sospendere i lavori, attesa l’assenza di qualsivoglia autorizzazione”, ma “ciò detto, al fini della sussistenza del reato di abuso d’ufficio non sarebbe comunque sufficiente una mera violazione di legge”. Nel caso – si legge nel dispositivo – “anche ipotizzando l’asserita violazione di legge relativa alla mancata preventiva autorizzazione, non è vi è alcun elemento idoneo a dimostrare, anche in via meramente indiziaria, la sussistenza dell’intento di danneggiare o agevolare alcuno, e risulta inoltra dalla produzione documentale operata che gli alberi collocati sarebbero stati oggetto di un atto di liberalità da parte della società Farmitalia”. “Le indagini sollecitate – conclude il giudice – con l’atto di opposizione non risultano in grado di modificare tali conclusioni e non risulta configurabile alcuna ipotesi di reato”.

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