suoli pubblici

TAORMINA – “La crisi è un fatto, purtroppo, ampiamente noto ma in questo momento siamo ancor più preoccupati dalla situazione di “deregulation” che c’è in città, tra continue concessioni di licenze e suoli, assenza di vigili urbani e un modo di gestire il territorio che abbatte l’aspettativa di accogliere un turismo di qualità”. Lo afferma il presidente dell’Associazione Imprenditori per Taormina, Carmelo Pintaudi, che così esprime il disappunto degli operatori economici sull’attuale momento che sta vivendo la capitale del turismo siciliano, alle prese non soltanto con i riverberi della crisi scaturita dall’emergenza Covid, ma anche con i problemi interni al territorio.

“Nell’estate in cui siamo alle prese con una crisi senza precedenti – afferma Pintaudi – ci sono diversi problemi che aggravano il quadro complessivo della situazione. Sul caro-affitti, e sui vari immobili che sono in locazione agli operatori economici, non si è andati oltre ad una sporadica presa di coscienza di alcuni singoli, ed il mantenimento di posizione da parte di altri, ma l’Amministrazione non è riuscita a sensibilizzare i possessori di immobili a calmierare i prezzi degli affitti. E’ vero che il privato decide da sè ma il Comune poteva e doveva mostrare maggiore fermezza nel chiedere maggiore sensibilità in questo momento. Ed è un aspetto che poi avrà riflessi ancor più pesanti nei prossimi mesi, a fronte del calo di fatturato in atto per tutti”.

“Ravvisiamo una condizione generale – prosegue Pintaudi – che è quella di una città alla deriva, in cui non c’è la necessaria tutela degli operatori economici. Non è possibile che Taormina abbia solo 5 o 7 vigili urbani. Il problema è di gestione amministrativa: non si possono fare assunzioni o, piuttosto, la volontà è di andare avanti così? Le regole esistono ma se poi non ci sono vigili e persone preposte a farle rispettare, diventa tutto inutile. Ci scontriamo ogni giorno con delle logiche di clientelismo becero che rischiano di metterci in ginocchio. Da anni sollecitiamo un piano del commercio, ancor prima che il nuovo regolamento dei suoli pubblici. Invece assistiamo alla nascita improvvisata di nuove attività che degradano la qualità e il livello del commercio. Così si abbatte il livello della proposta di questo territorio ed anzi sarebbe meglio, per adesso, non continuare a parlare dell’ambizione ad accogliere un turismo di qualità, perché bisogna prima garantire regole, decoro e soprattutto i servizi. Invece assistiamo a concessioni selvagge e cose inimmaginabili che mortificano il nostro settore. Contestiamo un aumento indiscriminato dell’offerta, con altre aperture e/o ampliamenti, che determinano una concorrenza sleale e ci mettono tutti nelle condizioni di non poter sopravvivere. Il turismo di prossimità non riesce a sostenerci e così si rischia davvero grosso in vista dei prossimi mesi”.

Infine Pintaudi si sofferma sulla questione del dumping contrattuale: “Noi siamo in regola, lavoriamo con onestà e diamo lavoro con trasparenza e senso di responsabilità, tanto più in un momento del genere. Non siamo più disponibili a nessun tipo di confronto, visto l’atteggiamento di qualche sindacato, di chi ci offende e ci diffama in continuazione, dimenticando che noi siamo gli unici che producono lavoro, mentre altri vogliono solo produrre assistenzialismo”.

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