turisti in spiaggia

TAORMINA – E’ l’estate del turismo di prossimità. La paura del virus ha riacceso il desiderio di recarsi nei posti più vicini. Da più parti arriva l’invito a rimanere nel nostro Paese per trascorrere le vacanze 2020. La stagione in corso, senza i turisti stranieri, quindi è assai diversa dalle altre, sicuramente unica a suo modo anche per quanto concerne il viaggio.

In Sicilia, stando alle prime stime degli addetti ai lavori, la località dove nell’estate 2020 – tenendo conto evidentemente della crisi generale che permane ovunque – si stanno registrando i flussi più significativi del cosiddetto turismo di prossimità è Taormina.

Soprattutto nei fine settimana, la cittadina ionica – “orfana” dei suoi tanti visitatori dall’estero (l’85% delle presenze 2019) – è stata presa d’assalto da avventori provenienti dalle più vicine province e da varie zone dell’isola. Si tratta, per lo più, di chi trascorre da queste parti un paio di ore e si concede mezza giornata al mare, la passeggiata in Corso Umberto e fa tappa qui in modalità “mordi e fuggi”.

Ed è un primato che, ovviamente, non entusiasma gli operatori economici o perlomeno li divide. C’è chi accetta di buon grado e vede in questi flussi un pò di ristoro nell’estate in cui non ci sono gli stranieri e vengono a mancare, ad esempio, anche le crociere. C’è, invece, chi sottolinea che questo movimento non fa la differenza e che Taormina debba puntare sul lusso e non sulla “massa”, dovendo così gettare le basi per tornare al più presto ad un turismo di qualità e di più alto livello rispetto al trend attuale.

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