l'Unità operativa di Emodinamica di Taormina

TAORMINA – L’Emodinamica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina si conferma ancora una volta un’unità provvidenziale per salvare la vita di cittadini colti da improvviso malore, il cui destino arriva al bivio tra la vita e la morte in pochi inattesi minuti. L’ennesimo episodio di buona sanità di questo reparto arriva dal salvataggio in extremis di un dirigente scolastico romano in vacanza a Taormina. L’uomo, un 60 enne, era appena arrivato nella località siciliana e si trovava alla stazione ferroviaria di Taormina-Giardini, a Villagonia, dove improvvisamente è stato colto da arresto cardiaco. Immediata la corsa in ospedale, con il presidio che in questo caso per fortuna distava pochissimi minuti dal luogo in cui è avvenuto il fatto.

Il turista è stato subito preso in consegna dall’equipe medica dell’Emodinamica, diretta dal dott. Giuseppe Cinnirella, che lo ha sottoposto ad angioplastica e gli ha salvato la vita. “Grazie per la vostra professionalità, il dott. Cinnirella e la sua equipe mi hanno salvato la vita, non dimenticherò mai la prontezza di questi medici”: queste le parole dell’uomo che è stato curato e che adesso ha avuto modo di fare ritorno a casa. E’ l’ennesima emergenza a lieto fine, una delle tante vite strappate alla morte nella cosiddetta “golden hour” dagli angeli dell’Emodinamica di Taormina. Mercoledì scorso è stato salvato anche un 60 enne della zona, anche lui colto da arresto cardiaco, subito intubato, defibrillato e trattato dall’equipe di Emodinamica in collaborazione con la dott.ssa Elisabetta Cuzzocrea (reparto di Rianimazione) e il dott. Giuseppe Torrisi (reparto di Cardiologia).

Di recente il direttore generale dell’Asp, Paolo La Paglia, si è impegnato a migliorare la funzionalità dell’Emodinamica, uno dei reparti d’eccellenza del presidio di contrada Sirina. Si attende, quindi, l’arrivo del nuovo angiografo, in sostituzione di quello attuale, che risale ad ormai 20 anni fa. La Paglia ha già preannunciato anche la volontà di “autonomizzare l’Emodinamica, come da relativo atto aziendale”, e la UOS (Unità Operativa Semplice) dovrebbe quindi diventare quanto prima Unità Operativa Semplice Dipartimentale.

“Occorre rinnovare la dotazione delle strumentazioni elettromedicali e quanto prima verrà installato il nuovo angiografo”, ha detto il manager. E c’è bisogno anche del personale medico-infermieristico che possa integrare e dare supporto agli operatori già in forza a questo importante reparto del “San Vincenzo”.

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