Taormina verso la Ztl

TAORMINA – Nella stagione turistica che nei fatti non si può definire nemmeno tale, funestata da una crisi planetaria e vanificata dall’assenza dei turisti stranieri, a Taormina si cerca di salvare il salvabile, si invoca il turismo di qualità mentre le sole “ondate barbariche” mordi e fuggi del week-end riempiono la città portando poco o nulla nelle tasche degli operatori economici. E allora se davvero Taormina vuole mettere le basi per rilanciarsi quando tornerà il bel tempo, deve iniziare a programmare un futuro che non è lontano e non aspetta. Se si vuole svoltare e puntare alla “qualità” o perlomeno fare una prima di scrematura reale nei flussi in entrata, è arrivato il momento di iniziare a darsi una mossa. E’ opinione largamente condivisa che la sterzata vada data non domani o dopodomani e nemmeno oggi ma da ieri.

Appare auspicabile che si decida di accelerare soprattutto sulla Ztl. Il primo passo in avanti è tutto in quelle tre lettere: è il momento giusto per osare quello che a Taormina è rimasto sempre un sogno di mezz’estate, una “chiacchiera da bar” come tante se ne fanno dalle nostre parti.

In una stagione disgraziata per il turismo, col senno di poi, sarebbe già stata idealmente questa l’estate perfetta per iniziare a sperimentare le zone a traffico limitato e le telecamere. Pazienza, era impossibile farlo, perché di mezzo c’è ancora un iter in cui bisogna sviluppare diversi passaggi. Va messo un punto definitivo sul progetto, per poi stabilire quando investire l’Urega del compito di espletare l’appalto. Presumibile inoltre che il progetto debba passare dal Consiglio comunale per una presa d’atto con relativo riconoscimento del pubblico interesse dell’iniziativa. Ma a Taormina fare tutte queste cose e farle con una certa rapidità  può diventare una via crucis. E allora prima di questo, a monte di tutto, è arrivato intanto il momento ineludibile della scelta per il Comune di Taormina: Ztl sì, Ztl no? Gli operatori economici non hanno dubbi che la risposta sia un sì. Se bisogna andare avanti è necessario definire in fretta la strategia e il resto sarà una conseguenza.

E’ l’ora delle decisioni, il momento buono per gettare le basi di un cambiamento senza stare troppo appresso alle ansie e alle critiche, che ci saranno comunque perché, si sa, sono da sempre nel dna della città. Sul tavolo c’è la proposta di project financing di un privato, la Telereading, che mette in campo soluzioni innovative attuabili per cambiare volto alla viabilità di Taormina con un sistema di controllo elettronico della circolazione.

“Smart mobility management”, si chiama così il progetto e, per una volta, a farsi avanti è una società con un profilo professionale riconosciuto e apprezzato nel settore, che opera in varie zone della Sicilia e in altre regioni d’Italia. Il proponente sin qui ha atteso le determinazioni dell’ente, portando pazienza e tenendo un basso profilo. Non si tratta, insomma, dei soliti “predoni” che troppo spesso gonfiano il petto dopo aver varcato le porte del Corso e vengono a Taormina solo per portare fuffa e prendere, senza dare nulla in cambio al territorio. Incursori che abbiamo visto a ripetizione e che magari non contano nemmeno a casa loro ma ai quali troppe volte qui si dà aria e boria, spalancando le porte con una certa superficialità.

La ditta proponente individuata dal Comune, con relativa scelta a suo tempo operata dal Rup, il commissario Daniele Lo Presti, ha presentato il progetto due anni fa e in data più recente, il 25 maggio scorso, ha scritto al Comune di Taormina esternando in termini formali anche un’apprezzabile disponibilità ad aggiornare il piano economico-finanziario,  con addizioni strategiche anche in considerazione dell’emergenza sanitaria e dell’esigenza di sicurezza su chi si muove in questo territorio. La nota in oggetto è stata inviata dalla Telereading al responsabile Unico del Procedimento, Daniele Lo Presti, al Comando di Polizia municipale e per conoscenza al sindaco Mario Bolognari e all’assessore Graziella Longo. Ma ad oggi non risulta sia stata data una risposta o relativo seguito a quella lettera del 25 maggio.

Va detto che il privato ha pure palesato la volontà di mantenere valutazioni economiche che “non terranno conto della situazione attuale post-Covid19, bensì saranno relativi ai numeri dal Comune presentati afferenti il periodo precedente alla pandemia”. Il proponente evidentemente avrà fatto i suo legittimi calcoli perché nessun privato veste i panni di “babbo Natale” ma c’è altresì la volontà di arrivare ad un punto di intesa sul parcheggio Porta Pasquale, dove si troverebbero gli stalli a sosta a pagamento previsti nel piano e che verrebbe gestito proprio dall’aggiudicataria del project financing nei prossimi anni se arriverà il via libera della casa municipale a questa iniziativa. Si punta a trovare una convergenza tra la cifra che vorrebbe il Comune e quella proposta dalla Telereading. Al momento il Comune incassa circa 400 mila euro all’anno dal Porta Pasquale, mentre la proposta iniziale del canone di affitto sarebbe stata di circa 180 mila euro. Non è un divario incolmabile e se ci sarà la volontà di venirsi incontro anche su questo aspetto si potrà pervenire ad una convergenza. Stesso discorso vale sulle telecamere, su quante, come o dove posizionarle.

D’altronde per il Comune si prospetta l’opportunità di una rivoluzione viaria nella quale l’ente pubblico non avrebbe costi a carico e l’impegno economico complessivo sarebbe a carico del privato. “L’aggiornamento del Pef (Piano economico finanziario) – ha comunicato la Telereading – potrà essere eventualmente occasione per rivedere il numero degli stalli di sosta e dei varchi elettronici Ztl qualora l’Amministrazione ritenga di dover apporre variazioni. L’aggiornamento sarà altresì l’occasione per integrare la nostra proposta progettuale, in ottemperanza al Dpcm relativamente alle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica Covid19, con l’implementazione di servizi gestiti dalla piattaforma Iot di mobility managament, atti al monitoraggio continuo della temperatura corporea, il rispetto del distanziamento sociale, l’utilizzo delle mascherine, le funzioni di conta-persone per disciplinare le capienze agli ingressi a luoghi di interesse pubblico (Teatro Antico, Villa comunale, etc). Tutto questo contribuirebbe al rilancio turistico della città. Precisiamo, infine, che nella fase realizzativa del progetto, i suddetti sistemi saranno installati nel più breve tempo possibile per permetterne un’immediata fruizione”.

Ztl sì, Ztl no: è l’ora di un bivio irrimandabile in una città dove tante volte tra il sì o il no si sceglie la logica del non fare perché si ha timore di cambiare. Il tergiversare non è mai foriero di buone cose, e stavolta è una di quelle scelte strategiche che, a suo modo, possono imprimere una svolta alla città, tenendo presente che oggi il piatto piange e lo scenario è da dopo guerra ma come diceva qualcuno “non può piovere per sempre” e nonostante questo maledetto virus verrà il tempo (si spera presto) in cui ripartirà il turismo e ripartirà anche Taormina. Bisogna farsi trovare all’appuntamento, come un tempo quando si decise di chiudere al transito veicolare il Corso Umberto e ad impatto ci fu una rivoluzione, per poi comprendere che fu una scelta giusta. In seguito vennero scelte devastanti sul commercio e sulle licenze rilasciate alla carlona ma questa è un’altra storia ed è inutile guardare indietro e perdersi nelle solite polemiche di cortile. Se Taormina vuole guardare avanti e puntare a un turismo di qualità, e se si vuole anche provare ad arginare il sottobosco del “tutti dentro” con affitti turistici a prezzi stracciati (che abbassa il livello e toglie posti di lavoro al comparto turistico), da qualche parte si dovrà pur cominciare. Il primo passo incisivo per presentare una città che non sia dedita al solo turismo di massa, può essere proprio la Ztl. La strada è spianata, ora la palla passa al Comune.

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