il Comune di Taormina a rischio default

TAORMINA – “Evitare il default” è la parola d’ordine a Palazzo dei Giurati in questo momento, con l’Amministrazione di Taormina costretta a ricacciare indietro i fantasmi del dissesto per effetto della crisi Covid e impegnata nel difficile tentativo di fare quadrare i conti. “Il bilancio di previsione ad oggi non si può chiudere” è il monito lanciato dall’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro e l’indice viene puntato soprattutto sulla scelta del governo Conte di stanziare solo 500 mila euro per Taormina sul ristoro delle mancate entrate per la tassa di soggiorno, imposta che invece nel 2019 aveva portato nelle casse taorminesi 3 milioni e 400 mila euro. Mancano, insomma, 3 milioni e su questo Taormina ha già chiesto al governo nazionale ma anche a quello regionale a all’Anci un intervento su quella che viene ritenuta, come rimarca, anche il sindaco Mario Bolognari, “una cifra insufficiente e inaccettabile”.

E intanto, nelle scorse ore ore, il Comune si è mosso anche per tentare di allentare la pressione sempre più asfissiante da parte dei privati che avanzano delle richieste di somme con una serie di contenziosi. Da un lato il Comune si sente comunque al riparo perché rimane in atto la procedura del piano di riequilibrio che blocca nuove esecuzioni ma dall’altro si cerca comunque di mettere da parte le somme necessarie alla sopravvivenza dell’ente. Per questo è stato deliberato il fondo sulle procedure di esecuzione forzata per il secondo semestre, le somme che non potranno essere pignorate il cui importo è stato quantificato per il secondo semestre 2020 in 11 milioni e 830 mila euro: di questi Un milione 629 mila euro di spese per il personale e quindi retribuzione del personale dipendente e 270 mila euro di rate mutui. In precedenza, invece, per affrontare le tante difficoltà in essere il Comune si era già mosso anche attraverso un’anticipazione di cassa da 10 milioni e 700 mila euro presso la tesoreria dell’ente.

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