TAORMINA – Nei giorni in cui l’Italia gioca la partita cruciale in Europa, sul governo Conte si intensifica il pressing anche sul fronte interno, da parte delle maggiori località italiane investite dalla crisi economica e costrette a ricacciare indietro i “fantasmi” del default. Tra queste c’è anche Taormina, la capitale del turismo siciliano, dove il sindaco Mario Bolognari non ha gradito l’esigua quantificazione delle somme destinate alla località ionica per quanto concerne il ristoro delle minori entrate previste nel 2020.

“O si modificano subito le cifre destinate ai comuni per il ristoro delle minori entrate di quest’anno o non si potrà fare altro che dichiarare il dissesto e anche per noi sarà così”. Questo il messaggio all’indirizzo del Governo Conte è stato rivolto da Bolognari che ha chiesto all’Esecutivo nazionale di rivedere d’urgenza la previsioni degli stanziamenti inseriti nel Decreto Rilancio per quanto riguarda la Città di Taormina. Il primo cittadino non fa mistero dello scenario che incombe sul Comune: il rischio è quello del default.

Per questo Bolognari si è mosso sulla deputazione del Pd, partito di cui è esponente il sindaco e soprattutto partito che insieme ai Cinque Stelle e a Italia Viva forma l’esecutivo di Palazzo Chigi. Il tentativo in atto è quello di cercare di sensibilizzare alcuni esponenti dei democratici a rivedere lo stanziamento per i comuni e dunque a concedere di più a Taormina. Una protesta che è stata recapitata anche all’Anci.

“Siamo di fronte ad un calo delle presenze turistiche che è spaventoso e di conseguenza lo è anche delle entrate per il Comune – ha evidenziato Bolognari -, a fronte del quale le misure previste dallo Stato per il ristoro parziale delle somme non sono sufficienti e non ci soddisfano in alcun modo. Non è pensabile che ci vengano dati 500 mila euro per la tassa di soggiorno, su un introito del 2019 che è stato di oltre 3 milioni di euro, che evidentemente quest’anno non ci saranno e che lo Stato ci riconosca praticamente meno del 20% di una somma che per la quasi totalità verrà a mancare nel bilancio del comune. Se cosi dovessero andare le cose, se cioè non verrà modificata questa previsione, il Comune di Taormina non potrebbe chiudere il bilancio di previsione 2020 e dovrebbe dichiarare il dissesto. Senza contare che le cifre sono insufficienti anche su altri fronti come l’Imu alberghiere, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico e i parcheggi. Le cifre vanno cambiate adesso e rese idonee subito: spostare in avanti i tempi eventualmente per l’approvazione dei bilanci non cambia niente”.

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