lo chef stellato Pietro D'Agostino

TAORMINA – “Noi stiamo facendo la nostra parte per affrontare la crisi ma la verità è che lo Stato ci abbandonati. Ci aspettavamo di più dal governo nazionale e da quello regionale. Sino ad oggi abbiamo visto molto fumo e poco arrosto. Taormina merita rispetto e ben altra considerazione”. Il monito arriva dal presidente dell’Associazione Commercianti Taormina, Pietro D’Agostino, che così analizza il momento di crisi della capitale del turismo siciliano. Lo chef stellato non fa mistero del suo disappunto per “l’assenza di aiuti da Roma e da Palermo per rilanciare una città che è il motore dell’economia della Sicilia e uno dei simboli del turismo nel mondo”.

“La situazione è sotto gli occhi di tutti – afferma D’Agostino -. Stiamo soffrendo noi come d’altronde soffrono tutti in Italia per questa crisi internazionale ma senza dubbio ci aspettavamo ben altra considerazione dal governo nazionale da quello siciliano. Ad oggi si vede qualche turista in più, ma i flussi sono quelli del sabato e domenica, unici giorni in cui si vede il Corso Umberto pieno. Taormina è stata disegnata dal mondo come una meta d’elité e non può essere invece una destinazione occasionale da week-end per il turismo di prossimità. Senza la clientela straniera siamo fortemente penalizzati”.

“Ho incontrato anche in questi giorni diversi tour operator – continua D’Agostino – e stanno lavorando tutti per il 2021. E’ un appuntamento che non bisogna fallire e bisognerà farsi trovare pronti. E’ inutile adesso fare previsioni o statistiche su come finirà il 2020, è un anno diverso da tutti gli altri. Il 2019 era stato un anno importante e da lì si deve ripartire. Per quel che rimane di questa stagione speriamo di pagarci almeno un pò di spese ma non può bastare per coprire un anno solare. Va detto che per settembre e ottobre registriamo qualche prenotazione in più anche nelle strutture ricettive e sono certo che a novembre e dicembre avremo comunque due mesi vivi in cui la città potrà in qualche modo lavorare. Francesi e nord europei iniziano ad arrivare, ma diversi mercati sono bloccati”.

“Taormina, prima del lockdown, stava ottenendo importanti risultati sul mercato cinese e, quando ci saranno le condizioni, è un discorso che si può riaprire – conclude D’Agostino -. Adesso bisogna cercare di resistere, pur sapendo che la nostra città meritava ben altra considerazione dalle Istituzioni nazionali e regionali e i politici ci hanno abbandonato senza che sia stata risolta soprattutto la questione dei voli. Oggi un volo Dusseldorf (Germania)- Catania solo andata costa 520 euro a persona, mentre da Dusseldorf in Spagna si va andata e ritorno a 66 euro, e identico discorso vale per altre destinazioni come la Grecia. A queste condizioni diventa difficile competere ed ecco perché ci aspettavamo sicuramente molto di più dalla Regione, dalla quale abbiamo avuto promesse ma non abbiamo poi visto atti concreti a nostro sostegno”.

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