Rocco Forte

“Per affrontare la crisi e ripartire bisogna avere fiducia. Si paventano invece nuove ondate di virus pur di non ammettere che il lockdown è stato esagerato. Serve un clima diverso, l’ottimismo ora è fondamentale”. Il monito arriva da “Sir” Rocco Forte, l’imprenditore italo-inglese tra i volti simbolo dell’hotellerie internazionale.

“Siamo partiti dalla prospettiva di cose impensabili come le lastre di plexiglass in spiaggia e si è fatto molto sensazionalismo. Ora si sta tornando pian piano alla realtà. Indubbiamente oggi c’è e pesa molto la mancanza di flussi internazionali e il fatto che diversi Paesi stranieri siano ancora bloccati. Si cominciano a vedere in queste settimane tedeschi e svizzeri, qualche francese. Gli americani, che portano quasi il 50% del fatturato dell’alto di gamma, gli inglesi, gli australiani, i sud americani, tutti grandi clienti, però non si vedranno ancora per diversi mesi. Ma è necessario far capire alla gente che qui si può trovare un territorio sicuro, ospitale e dove si può fare la propria vacanza e rilassarsi senza aver timore”.

Forte ha anche bacchettato le big company internazionali che troppo spesso “non fanno rete sul territorio”. “La sinergia è molto importante, oggi più che mai”. Secondo Sir Forte l’Italia “dovrebbe dare molta più importanza al turismo, che vale il 13% del Pil nazionale e potrebbe rappresentare il motore della ripresa economica del Paese”.

E qui ritorna un vulnus evidenziato a più riprese da Rocco Forte: “In Italia c’è troppa burocrazia. Ci vogliono semplificazioni burocratiche e fiscali, anche per non rischiare di distruggere gli investimenti turisti di tutti questi anni e soprattutto quelli dell’ultimo ventennio. Gli investimenti e le agevolazioni per il settore turistico in altri Paesi, come Francia e Spagna, hanno prodotto chiari effetti positivi mentre l’Italia, che io considero il Paese più bello del mondo, resta al quinto posto con ben 30 milioni di arrivi in meno della Francia che si aggiudica il primo posto. Questo deve fare riflettere”.

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