il nubifragio a Palermo

In certi casi bastano le immagini. Bastano e avanzano, ed è stato così a Palermo, dove la fotografia di una tragedia è tutta in quelle persone che spingono le auto sprofondate sott’acqua e cercano i dispersi. Il capoluogo della nostra isola è stato travolto nelle scorse ore da un nubifragio che ha devastato il territorio, ha fatto 2 morti che purtroppo sembrano destinati ad essere di più perché di alcuni dispersi non c’è ancora traccia. La furia del maltempo si è scatenata senza pietà, ancora una volta, e di fronte a quella purtroppo l’uomo può solo inchinarsi. O forse non è del tutto così.

Quello che è accaduto a Palermo ricorda quel che in fondo accade ovunque ad ogni acquazzone, puntualmente nei mesi invernali e persino al primo temporale estivo. Le strade che si allagano, le macchine che finiscono sott’acqua, le persone che rischiano la vita e in alcuni casi la perdono.

E l’uomo cosa fa per prevenire questa sciagura che colpisce tutti i comuni da nord a sud senza distinzione? Non è dotato di poteri ultraterreni ma questo disastro lo accompagna per mano, spalancando le porte alla morte con la baldante strafottenza di chi sa che tanto poi nessuno pagherà niente in termini di responsabilità. Il partito della strafottenza non ha colori, unisce sinistra e destra, centro, sopra e sotto: è un grande partito di teste non pensanti, che affaccendano in tante cose futili quando la prima cosa da fare sarebbe quella di investire sulla salvaguardia della vita umana e fare sul serio lavori di sistemazione e messa in sicurezza dei territori.

Invece continuiamo a vedere ovunque lo stesso identico copione. Torrenti pieni di rifiuti, invasi dalla cementificazione e corsi d’acqua il cui flusso viene deviato, impedito e comunque alterato. Tombini occlusi, sistemi fognari e scarichi delle acque intasati e fuori uso o datati di 20-30 anni, o magari interessati da lavori in anni recenti che poi non risolvono mai niente, nei quali – come si suol dire dalle nostre parti si rattoppa “u puttusu”, ma non si risolvono sul serio i problemi.

Qualcuno è morto e presto toccherà ad altri. Si faranno sempre le solite chiacchiere per poi non risolvere niente. Avanti Italia, avanti tutta verso il rilancio. Ma quale rilancio? Con le strade che diventano la tomba delle persone al primo acquazzone? Palermo piange e chissà dove rivedremo le stesse identiche scene. Diranno che è tutta colpa di Giove Pluvio e che non possiamo farci niente se si scatena all’improvviso una bomba d’acqua. E’ la solita scusa, trita e patetica, degli ignavi umani che, se ne fregano e vanno avanti, con ipocrisia e senza un briciolo di vergogna.

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