Carmelo Fichera

TAORMINA – “In questo momento il calo di presenze è enorme, siamo di fronte a una crisi epocale che c’è ovunque ma Taormina deve comunque cercare di fare qualcosa. Possiamo soltanto lavorare con il turismo di prossimità e allora bisogna abbassare immediatamente i prezzi dei parcheggi durante la settimana”. La proposta arriva da Carmelo Fichera, noto ristoratore ed imprenditore taorminese che tra il 2018 e il 2019 ha accolto nel suo locale “Bella Blu” a Taormina il reality “Chinese Restaurant”, che aveva lanciato il boom del turismo cinese a Taormina poi stoppato sul nascere dai fatti dell’emergenza sanitaria e del successivo lockdown.

“La crisi è evidente, questa stagione è compromessa e abbiamo poche opportunità di invertire il drammatico trend attuale – afferma Fichera -. Ci dobbiamo accontentare del turismo italiano e di prossimità, perché gli stranieri non arrivano, alcuni Paesi sono bloccati e gli aerei costano troppo. Se riuscissimo ad allungare, in qualche modo, la stagione sino a ottobre arrivandoci un calo del 60-70% sarebbe già un buon risultato e avremo limitato i danni. Non aspettiamoci molto di più”.

Fichera, come detto, è stato in prima linea nel periodo in cui venne girato, proprio nel suo ristorante “Bella Blu”, il reality a Taormina che aveva posto le premesse per il boom del turismo cinese a Taormina. “Questo inverno si stavano vedendo risultati importanti e nel periodo morto di Taormina, a gennaio e febbraio c’erano in città tanti cinesi. Sarà difficile riprendere quel discorso, in questo momento c’è tanta ostilità per i cinesi anche in Italia. Dobbiamo tenere presente che Milano, Venezia e Firenze hanno sempre lavorato con i cinesi, già da tanti anni, mentre qui era un nuovo mercato che si stava affacciando con interesse al nostro territorio. Si stava aprendo un capitolo davvero interessante e chissà senza questa pandemia quanti cinesi sarebbero arrivati quest’anno a Taormina. E’ stata una beffa e adesso diventa tutto un grande punto interrogativo: ci vorrà tempo per sanare le ferite”.

Carmelo Fichera e il figlio Andrea al “Chinese Resturant” di Taormina

“Adesso a Taormina – evidenzia Fichera – bisogna abbassare i prezzi dei parcheggi. Si possono lasciare invariato nel weekend ma nei giorni della settimana, quando Taormina è vuota, vanno decisamente ridotti. Trascorrere due o tre ore a Taormina non può costare quanto prendere una pizza. Se si vuole far lavorare la città è la prima cosa che occorre fare subito. Il Lumbi, tranne il sabato e domenica è vuoto, e la zona di Porta Messina-San Pancrazio-Via Pirandello soffre: in questa precisa zona siamo praticamente morti e sepolti. Il Lumbi è diventato un surrogato del Porta Catania e vanno quindi abbassate le tariffe. E bisognerebbe fare anche un’operazione importante per far sapere queste eventuali decisioni, altrimenti rimarranno provvedimento il cui eco si ferma nel perimetro del paese”.

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