TAORMINA – Via libera del Comune di Taormina al nuovo regolamento per le entrate comunali, con l’obiettivo di riorganizzare il sistema di riscossione in un momento in cui Palazzo dei Giurati è alle prese con le difficoltà scaturite dall’emergenza sanitaria e dalla conseguente crisi economica. Ad acuire poi i problemi ci si mette lo Stato che per il ristoro delle mancate entrate della Città di Taormina ha previsto un esiguo stanziamento complessivo di poco meno di Un milione di euro.

Il 2020 rischia, insomma, di rappresentare un vero e proprio anno zero per le entrate del Comune, che già sin qui su un monte complessivo di circa 30 milioni di euro da riscuotere sul fronte dei tributi comunali riusciva ad incassare annualmente poco meno di 18 milioni di euro, a fronte di circa 12 milioni rimasti in questi anni nelle casse dei contribuenti ed è una tendenza che, per forza di cose, rischia di consolidarsi ora alla luce delle diffuse difficoltà economiche di tanti cittadini ed operatori economici. Intanto il Consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento presentato in aula dall’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro.

“Il vecchio regolamento a suo tempo approvato risale 15 febbraio 2001 – ha detto Ferraro – e non si poteva proseguire con quel testo, tanto più in un momento così complesso nel quale tutto va aggiornato e adeguato di conseguenza. La riscossione delle entrate patrimoniali e tributarie andava aggiornata e abbiamo inteso puntare soprattutto sul principio del ravvedimento operoso”. Si cerca, in pratica, di tendere la mano a chi ha delle pendenze verso il Comune. Il Comune andrà a riorganizzare la materia tributaria con una revisione di cinque ambiti: “diritto di interpello; accertamento con adesione; reclamo e mediazione; autotutela; dilazione di pagamento e compensazione”. “Viene prevista – ha spiegato l’assessore – sulla base dei principi normativi vigenti la dilazione di pagamento che riguarda cifre che partono dalle 300 euro sino a 50 mila euro ed una particolare attenzione va, ovviamente, alle cifre oltre 50 mila euro; sono previste rateizzazioni sino a un massimo di 12 mesi per cifre sino a 1800 euro; 36 mesi per cifre che arrivano a 8 mila euro; 48 mesi per cifre sino a 15 mila euro; 60 mesi sino a 50 mila euro e 72 mesi per cifre oltre i 50 mila euro”. Si tratta di un passaggio propedeutico anche alla prevista attivazione di un Ufficio unico per le Entrate.

“Vogliamo facilitare il rapporto con il contribuente – ha aggiunto Ferraro – con adempimenti improntati soprattutto sul principio della buona fede. Ciò attraverso strumenti normativi attuali e confacenti meglio ai tempi in cui ci troviamo. Vogliamo che il Comune si ponga su un rapporto alla pari e l’interpello e il ravvedimento operoso vanno in questa direzione. Il ricorso all’accertamento con adesione prevede, per forza di cose, una materia che sia concordabile e bisogna operare sulla base di elementi certi e dichiarati”.

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