Salvo Cilona, assessore alle Politiche Finanziarie
Salvo Cilona, ex assessore alle Politiche Finanziarie

TAORMINA – Lo Stato risarcisce soltanto 500 mila euro come “ristoro” per le minori entrate preventivabili sulla tassa di soggiorno e mentre l’Amministrazione comunale già preannuncia “battaglia” nei confronti del Governo Conte contro uno stanziamento ritenuto largamente “insufficiente”, l’opposizione apre un altro fronte.

La minoranza esprime preoccupazione, infatti, per il mancato accesso da parte del Comune anche ai fondi per il pagamento dei debiti fuori bilancio: non sarebbe stata fatta, in pratica, richiesta per ottenere le risorse che venivano messe a disposizione dal governo nel Decreto Rilancio, tramite la Cassa Depositi e Prestiti e dalle quali si sarebbero potuti ottenere subito i 18 milioni di euro (poi pagabili in 30 anni) che il Comune è chiamato a risanare attraverso il piano di riequilibrio in corso.

“Auspichiamo che il Comune possa sistemare le proprie casse comunali, perché altrimenti i problemi saranno tantissimi. E’ giusto che l’ente si sia dotato di un nuovo regolamento per le entrate – afferma il consigliere Salvo Cilona – e se qualcuno insiste nel non volersi mettere in regola con i pagamenti, è corretto che l’ente proceda di conseguenza. Il 7 luglio scorso, però, scadeva il Decreto Rilancio 2020, nel quale è contemplato un fondo di liquidità e veniva previsto che tutti i comuni se volevano sanare i loro debiti fuori bilancio avrebbero potuto attingere alla Cassa Depositi e Prestiti per ottenere un finanziamento di tutte le somme, con pagamento trentennale. Secondo la relativa circolare, la richiesta da parte del Comune di Taormina, per accedere a queste risorse, andava fatta tra il 15 giugno e il 7 luglio, con il pagamento che sarebbe poi stato disposto entro il 24 luglio. Non vogliamo fare alcuna polemica, tenendo certamente conto del momento difficile, ma chiediamo chiarezza sul perché non sia stato previsto, a quanto risulta, dal Comune un intervento del genere che avrebbe bypassato e superato anche il piano di riequilibrio in atto. La somma che avremmo chiesto sarebbe stata restituibile in 30 anni. Mentre nel piano di riequilibrio in corso (nel quale Taormina è chiamata a risanare debiti complessivi per 18 milioni 600 mila euro), infatti, è previsto per il Comune l’obbligo di versare 12 milioni e 200 mila euro da versare in 30 anni e la quota rimanente in 10 anni, in questo caso per i debiti fuori bilancio tutto importo lo si poteva ottenere subito e restituirlo poi in 30 anni. Era un’occasione da non perdere”.

© Riproduzione Riservata

Commenti