suoli pubblici

TAORMINA – A Taormina non ci saranno ampliamenti nelle concessioni dei suoli pubblici per via della crisi economica scaturita dall’emergenza sanitaria. Lo ha deciso il Comune di Taormina che così spegne le aspettative degli operatori economici che in diversi casi confidavano in una posizione “generosa” da parte dell’Amministrazione sugli spazi pubblici già in concessione ai locali della città. Si tratta di un’ipotesi che era già circolata qualche tempo fa quando si era prospettata la scure da parte del governo nazionale sulle attività commerciali nell’ambito delle misure di contrasto al virus e ora, per altro, le maglie da questo punto di vista si sono allargate e anche sul distanziamento sociale non sembra esserci quel clima “terrificante” che sembrava prospettarsi per ristoranti, bar, pizzerie, pub e tavole calde.

Ad ogni modo la casa municipale ha riconfermato la volontà di far rimanere le cose così come stanno, senza stravolgimenti che rischiano di arroventare il clima in una città dove la crisi si fa sentire e già a suo tempo è stato concesso, in tante situazioni, l’errore di rilasciare concessioni di suoli ad attività che sono in pratica confinante (anzi attaccata) l’una all’altra. Si intende, in sostanza, evitare che si possa acuire il fenomeno della concorrenza sleale e i relativi casi di competizione che in qualche circostanza hanno portato anche ad un’esasperazione degli animi tra commercianti della zona che operano a pochissimi metri di distanza. Già poco dopo la fine del lockdown il sindaco Mario Bolognari aveva subito allontanato l’ipotesi di un ampliamento dei suoli, escludendo in maniera perentoria che potesse esserci l’ipotesi di una sorta di trasformazione del Corso Umberto per questa estate in un “ristorante all’aperto”.

Il Comune a settembre riavvierà l’iter per il nuovo regolamento sui suoli pubblici che a Taormina interessa circa 500 attività tra centro storico e frazioni, in un settore dove il regolamento ora vigente risale al 2001 e fa discutere ormai da parecchi anni. Il tema è a dir poco spinoso e sono passate cinque amministrazioni ma poi le norme di un ventennio fa sono rimaste sempre le stesse. La pandemia ha fatto slittare, ancora una volta, l’arrivo in Consiglio comunale del nuovo regolamento che è stato predisposto nei mesi scorsi dall’assessore al Commercio, Andrea Carpita. In aula potrebbe anche arrivare una conseguente modifica anche del regolamento per l’arredo urbano, tenendo conto che nel centro storico in particolare diverse piazze e non poche aree sono state invase da sedie e tavolini, lasciando ben pochi margini di manovra ai pedoni.

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