crocieristi a Taormina

TAORMINA – L’estate 2020 a Taormina vede la tangibile assenza del movimento dei bus crociere. Un flusso complessivo di almeno 40 mila persone evaporato da queste parti per via della crisi sanitaria ed economica che ha paralizzato un intero settore e lo ha, in pratica, rimandato all’anno che verrà.

Tra i colossi del mare, Costa Crociere ha spiegato che riprenderà le attività non prima del 15 agosto per l’incertezza che ancora regna in merito alla riapertura graduale dei porti alle navi da crociera e alle restrizioni che potrebbero essere ancora in atto per i movimenti di persone a causa della pandemia globale di Covid-19. Non prenderanno invece il via tutte le crociere programmate nel Nord Europa, cancellate per l’intera stagione estiva. Anche Aida Cruises, altro colosso del mercato crocieristico, ha annunciato di aver rinviato la ripresa delle traversate, spostando la ripartenza dal 31 luglio al 31 agosto. L’intenzione della società tedesca è comunque quella di privilegiare, almeno per il momento, soprattutto i viaggi nel Mediterraneo. In buona sostanza, l’annata è praticamente persa.

A Taormina, terra fertile di “esperti” di turismo, le crociere che raggiungono Taormina con i bus al Lumbi piuttosto che al Porta Catania o dal parcheggio della Madonnina, da anni ormai suscitano una reazione di amore e odio, c’è chi li aspetta e li accoglie in città con rispetto e considerazione nella puntuale convinzione che il transito di questi vacanzieri possa dare ristoro agli operatori economici, c’è chi vola alto e li snobba, li critica quasi a volerli smacchiare e non vorrebbe nemmeno che mettano piede in città.

Fatto sta che nella stagione della grande crisi ora non sono pochi quelli che rimpiangono l’assenza del turismo delle crociere che non veste con l’abito da sera e non sarà parente del lusso, ma è pur sempre un settore che dà un senso all’attività di diversi commercianti ed è un flusso senza il quale ci sono aree di Taormina che da questa estate rischiano di uscire devastate come, ad esempio, la Via Teatro Greco, dove tanti esercizi basano i loro introiti sulle svanite carovane che si muovono verso il Teatro Antico e da lì di nuovo verso il centro storico. Siamo proprio certi che – tanto più in tempi (odierni e prospettici) di carestia – Taormina si possa permettere di fare a meno di quei “maledetti” 40 mila crocieristi?

© Riproduzione Riservata

Commenti