Ischia

TAORMINA – La crisi non risparmia nessuno ma, nel panorama delle principali mete turistiche italiane c’è chi ha ripreso a correre e chi rimane ancora in un limbo. Mentre Taormina continua a soffrire e non trova alternative concrete all’assenza dei turisti stranieri, gli altri hanno ripreso a correre e stanno cercando di sfruttare nel miglior modo possibile la breve finestra estiva che non basterà a riparare i danni di un 2020 terribile ma deve almeno servire a salvare il salvabile. Nei giorni scorsi avevamo già parlato di Capri, ora arriva un altro esempio di chi sta rispondendo bene alla crisi ed è Ischia.

Così scrive Il Golfo 24.it: “Il primo weekend di luglio è alle spalle, e il flusso di visitatori sull’isola verde è piuttosto positivo. L’Ufficio Circondariale marittimo di Ischia ha diramato i dati su arrivi e partenze tra la giornata di venerdì e quella di domenica. Sono sbarcati sull’isola circa 25mila passeggeri, a fronte di 17mila in partenza. Una movimentazione piuttosto rilevante, almeno a livello numerico. I veicoli sbarcati sono circa 2700, mentre quelli in partenza sono stati circa 1800. La tendenza, come prevedibile, è in aumento, ma in ogni caso i numeri confermano che l’isola, anche in un anno “anomalo” come questo e con tutti gli ostacoli provocati dall’emergenza sanitaria, gode ancora di una rilevante capacità attrattiva. Insomma, anche in un anno “no”, Ischia dimostra di avere le potenzialità per confermarsi una meta al top nel panorama turistico, nonostante i guai economico-sociali coi quali si dovrà inesorabilmente fare i conti alla fine di una stagione pesantemente “accorciata”, e che di fatto è partita soltanto da poche settimane”. E ulteriori dettagli arrivano anche dal portale Videoinformazioni. com, attraverso un approfondimento che conferma come si sta muovendo Ischia e i segnali incoraggianti che in terra campana stanno riscuotendo.

Già il 27 e 28 giugno – come evidenziato da Il Mattino – si erano registrati a Ischia “numeri importanti per il turismo ischitano, con quasi 22.000 gli arrivi durante il weekend, numerose corse di traghetti ed aliscafi complete per rispettare le norme anti covid che impongono il tetto del 60% alla capienza massima dei mezzi nautici”.

A Ischia non hanno la bacchetta magica e non hanno fatto cose straordinarie per invertire il trend, anche perché i tempi sono talmente stretti che non c’era nemmeno il tempo di immaginare chissà quali diavolerie: eppure tante volte avere le idee chiare e puntare su strategie semplici e incisive si rivela la chiave di volta. Taormina si interroga sul futuro, per adesso si guarda attorno, aspetta aiuti che non arriveranno e si ritrova per le mani solo il “mordi e fuggi” della domenica senza trovare uno sbocco immediato per iniziare a rispondere alla crisi.

Vale anche in questo caso la nostra consapevolezza che in rapporto alla bellissima Ischia, Taormina non abbia nulla da invidiare e debba, altresì, mettere in campo le sue straordinarie potenzialità e le sue capacità attrattive ma farlo in fretta e con un cambio di passo e di mentalità, scrollandosi di dosso certe convinzioni che non portano da nessuna parte. Ci si interroga, al solito, sull’amletico dilemma del lusso o non lusso senza che si capisca bene su chi e cosa si intende puntare, ed è come i bambini che un tempo sfogliavano le margherite nel segno del “mi ama” o non “mi ama”. Magari guardando un pò più in là ci si accorgerebbe che, in un’estate già in partenza disgraziata e zavorrata, i cannibali dell’aristocrazia europea stanno isolando l’Italia dai corridoi turistici estivi con un imperialismo economico e un’arroganza gladiatoria che in nome dell’emergenza pandemica consente a Paesi come la Germania di approfittarne per fare il bello e cattivo tempo.

Intanto, nel mosaico del turismo italiano gli altri fiutano quest’aria di crisi dentro la crisi e accelerano, incassano quei segnali confortanti che danno fiducia agli operatori economici e che da queste parti, invece, tardano ad arrivare. Si potrà sempre dire che Taormina non c’entra con Ischia, c’è chi metterà le mani avanti e bollerà il turismo di Ischia come un turismo che non fa per Taormina. Si potrà sempre arringare contro la mancanza di voli e di collegamenti infrastrutturali che rimangono pietosi (cosa tra l’altro vera e innegabile), si potranno trovare le scuse più belle del mondo perché il globo è grande e in tempi di pandemia l’Italia è diventata patria di virologi ed esperti di turismo. Ma i fatti sono più ostinati di tutto il resto.

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