i controsensi della lotta al Covid colpiscono cinema e teatri

ROMA – “Mentre in Italia e in varie zone d’Europa e del Mondo si continuano a registrare nuovi focolai sparsi di Covid19, appare preoccupante che il rischio crescente di “esportazione” del virus, venga affrontato in Sicilia con incoerenza tra contesti in cui la prudenza rimane e qualche divieto è vigente persino in termini eccessivi ed altri casi, invece, dove si è ormai giunti ad un pericoloso “liberi tutti”. Lo afferma la parlamentare siciliana di Forza Italia, Urania Papatheu.

“Bus turistici e treni – dichiara la sen. Papatheu – sono ora utilizzabili senza restrizioni di posti né distanziamento, mentre i cinema ancora chiusi e i teatri all’aperto di 5 mila posti sono stati ridotti a mille posti. A Taormina, ad esempio, il Teatro Antico ha una capienza al momento di 950 posti, che forse potranno risalire a 1600 o 1800 ma non vi sono nemmeno certezze. Peggio ancora i cinema sono rimasti chiusi e oltremodo penalizzati. E’ un paradosso che va chiarito e risolto. La situazione deve spingere anche la Sicilia ad un approccio prudenziale e omogeneo all’emergenza Coronavirus, che si è attenuata ma non è finita”.

“Si può e si deve consentire – aggiunge Papatheu – la fruizione di cinema e teatri all’aperto, luoghi dove c’è possibilità di sicurezza sanitaria e una maggiore opportunità di protezione individuale e distanziamento sociale. Non è prudente togliere i divieti nei bus turistici e quindi ripristinare assembramenti, dove si ha una presenza promiscua e incontrollata di viaggiatori provenienti da aree diverse nello stesso ambiente, e dove possono trovarsi soggetti provenienti da Paesi a rischio. Le tratte turistiche sono quelle dove occorre fare attenzione. Non serve un provvedimento ad “ombrello” ma una visione lucida, attenta e coerente del problema. Zaia in Veneto multerà fino a 1000 euro i positivi che non rispettano le regole: e noi? Dobbiamo almeno poterci difendere: il Sud è stato un esempio per tutti, i siciliani hanno fatto sacrifici che non vanno vanificati, e la nostra terra non deve trasformarsi in un lazzaretto”.

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