la cancelliera tedesca Angela Merkel

Famelica e spietata come sempre, anzi più di prima, la Germania che ci impone attraverso l’Europa le politiche di austerity, di freno al debito e di “zero deficit”, incassa intanto l’autorizzazione della Commissione europea allo sblocco di ulteriori 500 miliardi di euro per il suo maxi-piano di rilancio economico post-Covid 19. Soldi che daranno ossigeno alle imprese tedesche, di fatto andando a corroborare il sistema economico e imprenditoriale teutonico mentre l’Italia e gli altri arrancano e rischiano di annegare.

Il piano di finanziamento è composto da 400 miliardi di euro di garanzie per debiti aziendali e di 100 miliardi di euro destinati a prestiti o investimenti azionari. Ulteriori 100 miliardi potranno inoltre essere sbloccati per rifinanziare gli aiuti di Stato già autorizzati dalla Commissione portando così il budget totale del maxi-piano tedesco a 600 miliardi di euro. Per l’esecutivo europeo il regime tedesco soddisfa pienamente le regole di antitrust del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 ” delineato dalla Commissione il 20 Marzo scorso e risulta conforme alle condizioni di aiuti sotto forma di garanzia, di prestiti subordinati rispettando le misure di ricapitalizzazione.

Si stima che all’incirca la metà degli aiuti di Stato approvati dalla Commissione all’interno del “Quadro temporaneo di aiuto di Stato ” siano stati utilizzati per sostenere il rilancio delle imprese tedesche come Lufthansa, TUI o Deutsche Bank. Un tempo si diceva che c’era un giudice a Berlino ma senza offesa per nessuno, i fatti sembrano raccontare che quel giudice non sia mai esistito e che i tedeschi stiano affermando in modo straripante un vero e proprio imperialismo politico e finanziario al quale nessuno sa opporsi. E l’Italia che potrebbe e dovrebbe alzare la voce litiga sul sì o no al Mes, mentre Frau Merkel piazza un altro colpaccio.

Intanto i tedeschi ci portano via anche i turisti dettando legge sui corridoi turistici, con accordi che privilegiano altri Paesi come la Croazia e la Sloveniaa, a discapito di altri come l’Italia, che rischia un’altra beffa tremenda per le sue imprese, che mai come in tempi di pandemia potrebbe diventare letale per gli operatori economici del comparto ricettivo.

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