la stazione di Taormina dopo il bombardamento del 9 luglio 1943

TAORMINA – Sono trascorsi ormai 77 anni dal drammatico 9 luglio del 1943 a Taormina ma quella data rimane scolpita nei pensieri e nel cuore di tanti taorminesi e soprattutto di chi quella giornata l’ha vissuta e ancora adesso può tramandarne il racconto. E’ il caso di Franca Maria Bucini’, vedova Quattrocchi, classe 1925 che nelle scorse ore ha affidato il suo ricordo del 9 luglio 1943 al taorminese Piero Arrigo, che ha raccolto la testimonianza nella qualità di ricercatore di fatti ed avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale, recandosi presso l’abitazione della signora.

“Il 9 luglio del 43 – racconta la 95enne signora Bucinì – era la ricorrenza di San Pancrazio. Ricordo un primo attacco inaspettato da parte di aerei da caccia nemici verso le ore 12,20 in direzione del vallone S.Agostino nei pressi del San Domenico forse il vero obiettivo . Alcune bombe caddero in mare a Villagonia. Di pomeriggio alle 16,20 al suono delle sirene di allarme del “Semaforo” del Teatro Greco giunsero invece i bombardieri , non ricordo il numero ma erano parecchi che devastarono tutta la zona di Porta Catania ed oltre seminando morte e distruzione specie in Piazza Duomo. Per fortuna anche in questa occasione molte bombe caddero a mare risparmiando ulteriori danni alla città.

Franca Maria Bucini’, vedova Quattrocchi

“Non ricordo il numero dei miei concittadini morti – continua la signora Franca Maria – ma so di una mamma e due bambini che io conoscevo perche’ abitavano sulla circonvallazione che si erano recati alle 16 all’Ufficio Postale che allora si trovava sotto il Municipio per fare un telegramma ed avvertire il papa’ che si trovava fuori Taormina che stavano bene e le bombe della mattinata non li avevano sfiorati ed invece all’uscita dell’Ufficio trovarono la morte. Cosi’ come ricordo un’altra mamma che si sacrifico’ in piazza Duomo per fare da scudo col suo corpo al figlioletto che invece si salvo’.

© Riproduzione Riservata

Commenti