Corso Umberto di Taormina

TAORMINA – “Se Taormina non si dà una mossa non si potrà sperare che cambino le cose. La crisi è forte ma qui la cosa preoccupante è che non ci sono misure concrete per salvare il salvabile in quel che rimane di questa stagione e soprattutto non si intravede una programmazione che va fatta adesso per il 2021”. Il monito arriva da Mario Bevacqua, presidente emerito di Uftaa, la federazione mondiale degli Agenti di Viaggio.

“Ho avuto modo di esporre già qualche tempo fa al sindaco di Taormina le cose che non vanno e quelle che sono soprattutto le iniziativa da porre in essere, a mio avviso, per cercare di invertire questo trend di grande difficoltà che evidentemente sconta congiunture internazionali e che arriva dopo una pandemia che nessuno poteva mai prevedere. Ma gli altri si stanno attrezzando per contrastare la crisi, a Taormina sin qui non è stato fatto nulla di significativo ed incisivo. Abbiamo appreso che sono stati fatti dei tavoli e degli incontri ma se poi gli operatori economici sono molto preoccupati, persino quelli che erano anche ottimisti, qualcosa vorrà pur dire. I segnali non sono buoni ed è un peccato, anche perché Taormina ha senza dubbio delle straordinarie potenzialità”.

“L’unica risposta che mi è stata data quando ho sollecitato un’azione forte ed incisiva è che “comunque a luglio e agosto qualcosa sarebbe poi successa”. Ma la situazione è che anche se agosto dovesse avere il 100% di presenze, con tutto il pienone auspicabile un mese da solo non può spostare l’andamento negativo degli altri 11. La situazione, al 31 dicembre, secondo le previsioni anche di Enit potrebbe essere del 60% il calo per il turismo in Italia. I dati di Uftaa sono identici e ancora più concreti. Le città d’arte sono vuote, alcuni alberghi non hanno riaperto e altri lo stanno facendo soltanto adesso. Di fronte ad una realtà terrificante e a una crisi internazionale, da soli è impossibile cambiare le cose ma una capitale del turismo come Taormina ha il dovere di fare il massimo per limitare i danni quest’anno e programmare al meglio il 2021″.

“Si parla del turismo di prossimità ma poi gli italiani scelgono Cipro, Grecia, Croazia, Turchia o Tunisia e questo deve far riflettere. Abbiamo inneggiato al boom del turismo quando il NordAfrica era paralizzato e quindi si erano spostati altrove e anche da noi i flussi di Tunisia, Egitto, Marocco. Oggi andare a Sharm costa 600 euro, un volo Roma-Catania arriva a costare 800 euro.

“Quest’anno viaggiare è complicato e ci sono tante limitazioni, ma non sarà semplice programmare il 2021 e se non lo si fa adesso, diventerà tutto poi più difficile perché già adesso gli spazi vengono occupati e competitori come Portogallo e Spagna si sono già mossi. La Spagna sta investendo, ad esempio, sul turismo in Germania. La situazione è esageratamente pesante e c’è anche terrorismo sanitario, perché non si comprende chi sia in grado di affermare con certezza che tornerà il virus, ma si può e si deve cercare di reagire o quando la crisi sarà finita il turismo sarà già morto. Non si può tornare a qualche decennio fa, quando il turismo si faceva da metà luglio a metà agosto”.

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