Carmelo Fichera, general manager dell'azienda taorminese
Carmelo Fichera, general manager dell'azienda taorminese "Sat Group"

TAORMINA – “La stagione turistica a Taormina avrà un calo almeno del 75%. Stiamo ascoltando tante proposte e le buone intenzioni dell’assessore al Turismo, Manlio Messina, ma i fatti raccontano altro e la crisi non aspetta. I problemi non si risolvono d’incanto dall’oggi al domani, siamo a luglio inoltrato e si parla ancora di tempi tecnici e voucher mentre una realtà turistica di grande livello come Taormina ha perso la quasi totalità dei flussi turistici”. Lo afferma, con amarezza e disappunto, Carmelo Fichera, general manager di Sat Group, tour operator e azienda leader nel trasporto turistico e crocieristico siciliano, una storica società taorminese che ha iniziato la sua attività nella Perla dello Ionio nel lontano 1922.

“Stiamo vivendo la stagione peggiore di sempre – afferma Fichera – e dire che siamo preoccupati ormai è riduttivo. Siamo sempre stati ottimisti e ci siamo rimboccati le maniche di fronte a ogni difficoltà, senza mai piangerci addosso, ma qui siamo di fronte a una situazione che fa tremare i polsi. Taormina non ha avuto niente e non sta avendo niente, soltanto chiacchiere e qualche passerella, promesse tante e aiuti praticamente pari a zero. Non vi è dubbio che sicurezza rispetto al Covid rimane essenziale e proprio grazie al rispetto delle misure imposte nel lockdown la Sicilia ha avuto numeri estremamente incoraggianti, ma non condividiamo la gestione strategica delle misure per affrontare la crisi del turismo. La Regione sta prospettando tante cose ormai da diverse settimane a questa parte ma se prima i tempi erano stretti, ora sono inesistenti e non si può più salvare la stagione. E, invece, si va avanti abbozzando un programma non organico e a tutto ciò si unisce il caos sulla riapertura delle frontiere ai Paesi extra-europei, con Cina, Russia, Brasile e Stati Uniti che restano fuori. In questo modo, non c’è scampo e non si può nemmeno salvare il salvabile. Per le crociere e per quanto riguarda il mercato Usa, come pure il Sud America, che a Taormina sono mercati di riferimento, questa stagione è già finita”.

“Taormina avrà un calo di presenze di circa il 75% ma rischia anche peggio. Si rischia di avere il 90% in meno di prodotto lordo. Se l’assessore Messina ritiene che vi sono i fondi per affrontare la crisi, quelle somme vanno spese adesso, non possiamo morire di brocrazia. Ma soprattutto appare sconcertante che si sia deciso di fare accordi con Alitalia secondo modalità che non porteranno nulla di incisivo alle nostre imprese. Tra l’altro il settore delle escursioni, dei bus turistici e del turismo crocieristico è già stato massacrato e raso al suolo quest’anno dalla crisi. A Taormina c’è stato un tavolo di confronto, sono state decise delle richieste di sostegno allo Stato, quindi sia al governo nazionale che a quello regionale ma ad oggi nulla è cambiato. La Regione non può dirci che tra un mese e mezzo si completeranno le procedure: significa che le risorse saranno disponibili quando l’estate sarà già finita e non ci saranno nemmeno quei pochi turisti che verranno nelle prossime settimane?”.

“C’è una totale disomogeneità – conclude Fichera – nelle scelte strategiche che ci penalizza oltremodo e ci toglie le poche speranze di poter affrontare la crisi. Vogliamo sapere perché non si è deciso di incrementare il contributo per le destinazioni turistiche che avranno un calo del 75% come Taormina. Si era prospettata questa soluzione ed era forse l’unica fattibile e ragionevole ma è stata accantonata. A cosa servono i voucher che oltretutto – burocrazia permettendo-  arriveranno a fine estate? Servono scelte immediate e precise, non domani e nemmeno oggi: era necessario mettere in campo le contromisure alla crisi già nelle scorse settimane, non adesso o persino ad agosto. Lo Stato da’ 3 miliardi per l’ennesimo salvataggio di Alitalia che intanto promuove soprattutto Calabria e Sardegna come destinazioni top al Sud, con relativa scontistica. Il tutto mentre noi in Sicilia andiamo al fallimento. E a cosa serviranno i 15 milioni di euro in biglietti della Regione Siciliana per le compagnie aeree? A niente. L’assessore Messina ha anche fatto un incontro con amministratori locali e operatiri economici a Taormina ma non si vedono i risultati e non vediamo misure incisive. Siamo di fronte a scelte spesso improvvisate, per lo più incomprensibili, prive di un filo logico che possa portare benefici reali al nostro territorio. Sono politiche che rischiano di risultare fatali per il nostro turismo e per le nostre imprese già devastate dall’emergenza Covid”.

© Riproduzione Riservata

Commenti