Luigi Napoli preside dell'Istituto Pugliatti di Trappitello
Luigi Napoli preside dell'Istituto Pugliatti di Trappitello

TAORMINA – “Ci aspetta un anno scolastico molto complicato. Abbiamo chiesto alla Città Metropolitana che nelle due sedi di Taormina e Furci abbiamo bisogno di 600 banchi monoposto e altrettante sedie ma anche questo non potrà bastare a risolvere i problemi”. Lo ha dichiarato il dirigente dell’Istituto Pugliatti, prof. Luigi Napoli, che si mostra preoccupato per le modalità che caratterizzeranno il ritorno in classe e la ripartenza della scuola di presenza.

“I disagi ci saranno sicuramente e saranno tanti – afferma il prof. Napoli -. Il distanziamento ridurrà gli spazi a disposizione e abbiamo già richiesto banchi e sedie ma anche dei lavori di manutenzione e ripristino dei locali, ma teniamo conto che il nostro istituto tra Taormina e Furci ha mille studenti e le iscrizioni sono in crescita. L’alberghiero cresce in modo esponenziale, di circa il 20% solo quest’anno. C’è il problema non solo delle aule ma anche della ricreazione, che va fatta ma in che maniera e con quali spazi? Il Ministero ha imposto le promozioni di massa e tanti ragazzi avranno diverse materie da recuperare, quindi faremo il punto per organizzarci già un paio di giorni prima di fine agosto e faremo delle commissioni con i docenti. Dal 1 settembre ci sarà il recupero e poi dal 14 inizierà l’anno scolastico. Ma, come detto, ci preoccupa il come dovremo gestire alcuni momenti e alcuni ambiti”.

“A scuola – evidenzia il dirigente – la condivisione degli spazi è costante per diverse ore e possiamo anche accettare il distanziamento ma la ricreazione non si può fare in aula. Noi vogliamo offrire una scuola di qualità. Ci ha lasciato perplessi la scelta di promuovere tutti, che rischia di demotivare i più studiosi. Il lavoro che aspetta gli insegnanti sarà enorme e bisognerà recuperare la credibilità del fare scuola e non farsi prendere in giro: dovremo far capire che un 4 è un 4 e un 9 è un 9 e non si può essere vestiti tutti da 6. Credo che organizzerò delle classi parallele in stile anglo-sassone e cercherò di far sì che i docenti si possano formare meglio sulla didattica digitale”.

“La scuola deve ripartire con la consapevolezza che va garantita un’offerta didattica di qualità e lo studio va fatto nel miglior modo. Non ci può essere alcuna forma di improvvisazione e ogni scelta ha il suo peso. Di certo la scuola in presenza è la vera scuola, il rapporto umano non può essere sostituito da strumenti informatici”.

Il prof. Napoli boccia, senza se e senza ma, anche l’idea del plexiglass: “Non lo farei mai e non ci voglio nemmeno pensare. Preferisco concentrarmi sugli aspetti pratici che ci aspetta alla riapertura delle scuole e al lavoro enorme che ci sarà da fare. Dovremo essere capaci di lavorare su piani di apprendimento individualizzati e convincere i ragazzi che non è più il tempo delle promozioni di massa e stavolta la valutazione tornerà ad essere equa e realmente corrispondente al quanto e come ci si è dedicati allo studio”.

© Riproduzione Riservata

Commenti