una meravigliosa immagine di Isolabella

TAORMINA – Via libera del Comune di Taormina al progetto “Hortus” presentato dal Cutgana, ente gestore di Isolabella che prevede un piano di interventi di “Tutela e valorizzazione per la fruizione della Riserva Naturale Orientata di Isolabella”. Si prospetta quindi la realizzazione di un orto botanico e di un museo naturalistico e a tal proposito il Comune ha escluso questo iter dalle procedure di valutazione di incidenza e dalle relative complessità procedurali ed urbanistiche che diversamente avrebbero in sostanza potuto bloccare l’iniziativa. La zona interessata e è quella “ZSC ITA030031 “Isolabella, Capo Taormina e Capo Sant’Andrea”, nonchè la zona A e la zona B della riserva naturale e la limitrofa Villa Caronia (gestita dal Parco di Naxos-Taormina) e relativo terreno di 1,60 ettari. Il Cutgana aveva presentato, a tal riguardo, al Comune l’istanza di “procedura d’urgenza” per uno “screening di incidenza ambientale”, a cura del Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli ambienti naturali e degli agro-ecosistemi dell’Università di Catania.

“Dalla documentazione tecnica – spiega il dirigente dell’Ufficio Tecnico, ing. Massimo Puglisi – si evince che il progetto è finalizzato al conseguimento degli obiettivi di tutela, valorizzazione, e fruizione sostenibile delle aree di rilevanza strategica della Rete Ecologica Siciliana e all’attuazione delle linee strategiche e di indirizzo regionali nei settori dei beni culturali, del turismo e dell’ambiente, per un’offerta turistica che sia omogenea, integrata e di qualità dei beni e del patrimonio naturalistico e ambientale”.

Lo screening ambientale di incidenza ambientale è stato redatto dal biologo, dott. Domenico Catalano e l’intervento interesserà marginalmente uno degli habitat presenti, ovvero l’habitat 1210 della “Vegetazione annua delle linee di deposito marine”. Nel progetto si evidenzia, per altro che il sito ha “un’elevata vulnerabilità, legata alle attività turistiche che inducono ad una urbanizzazione sempre maggiore per fare fronte alle crescenti richieste di ricettività turistica ed alberghiere e sono presenti fenomeni di dissesto ed erosione, soprattutto nelle falesie di Capo Sant’Andrea”.

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