Stati Uniti ancora in lotta contro il Coronavirus

Gli Stati Uniti sono ancora alle prese con l’emergenza Coronavirus, i casi riscontrati sono ormai 2,5 milioni e 125 mila i morti. La svolta negli Usa è ancora lontana e la cosa preoccupa anche l’Europa che non può fare a meno del turismo americano. Tra le realtà turistiche dove l’assenza dei turisti americani si fa sentire c’è anche Taormina, la capitale del turismo siciliano, dove gli operatori economici sperano che la situazione sanitaria si possa normalizzare e che dagli Usa possano tornare nel Vecchio Continente quei viaggiatori che hanno fatto le fortune degli hotel di lusso e più in generale dell’indotto sul territorio. Anche la filiera produttiva della Perla dello Ionio soffre e spera che la situazione possa cambiare al più presto.

Gli italiani – spiega Il Tempo – iniziano a muoversi nel Paese per le vacanze estive, ma per il turismo nostrano l’assenza dei turisti extraeuropei sta già pesando. L’allarme arriva da Federalberghi e la crisi del settore è registrata anche da Coldiretti, che parla di una perdita che sfiora i due miliardi di euro (1,8 per la precisione), con le frontiere chiuse durante l’estate agli americani.

La ripresa del mercato interno c’è, ammette Bernabò Bocca, presidente dei gestori alberghieri, che lamenta però risultati ancora lontani dal 2019. Per ora, i turisti stranieri arrivano soprattutto da dove si può arrivare in macchina: Germania, Austria e Svizzera. Ma, osserva, è “un afflusso limitato di cui beneficia soprattutto il Nord”. Per il resto pesa l’assenza di turismo dagli Stati Uniti e dal Regno Unito e “si vive alla giornata”.

I viaggiatori provenienti dagli Usa sono i turisti extracomunitari più affezionati all’Italia, con 12,4 milioni di pernottamenti durante l’estate. Una perdita importante che si somma a quelle dei viaggiatori provenienti dalla Russia, in costante crescita negli ultimi anni. I turisti statunitensi hanno storicamente un budget elevato e, come mete privilegiate in Italia, sono le città d’arte che risentiranno più pesantemente della loro mancanza.

“Non mancano, poi, le preoccupazioni sugli effetti che la decisione dell’Unione Europea potrebbe avere sulla guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti con il Presidente Donald Trump che – ricorda Coldiretti – ha appena pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi che per l’Italia interessa i due terzi del valore dell’export agroalimentare e si estende tra l’altro vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti”.

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