l'ex chiesa di San Giuseppe a Mazzeo

Taormina. Il Comune di Taormina non può completare la ristrutturazione dell’ex chiesa di San Giuseppe di Mazzeo, un privato si oppone a dare il necessario placet ai lavori e allora l’Amministrazione va in tribunale per provare a dirimere la contesa. “La società in questione è proprietaria di un terreno a Mazzeo – spiega il sindaco Mario Bolognari – e all’interno dello stesso è presente l’ex chiesa di San Giuseppe, di cui è proprietario il Comune di Taormina. E’ necessario per il Comune ultimare i lavori di adeguamento normativo e funzionale dell’ex chiesa e dell’area annessa mediante il recupero strutturale dell’immobile di valore storico-culturale con il conseguente ripristino alla fruizione pubblica”.

“Il Comune – spiega il primo cittadino – ha più volte sollecitato questa società affinché concedesse l’accesso al fine di consentire l’ultimazione dei lavori ed è pendente un contenzioso tra le parti. Quindi si rende urgente e necessario ultimare i lavori, al fine di dare esecuzione al DDG n.2147 del 10 settembre 2014 con il quale è stato erogato dalla Regione il finanziamento dei lavori di adeguamento in oggetto. Il mancato completamento di queste opere causerebbe la perdita del finanziamento, arrecando danni gravi e certi all’ente locale”. La Giunta ha autorizzato il sindaco a proporre un ricorso ex art.700 c.p.c. innanzi al Tribunale di Messina in nome e per conto dell’ente. E’ stato dato incarico a difesa della posizione dell’ente ad un legale di fiducia, individuato nella persona dell’avv. Anna De Luca Gentile.

Il piano di ristrutturazione dell’ex chiesa di San Giuseppe, che mira all’attivazione di un centro polivalente diurno, come punto di incontro per i cittadini di Mazzeo, si era già bloccato, sul piano procedurale, per alcuni anni e solo nel 2019 c’era stata la svolta con l’avvenuto recupero del fondo che era stato intercettato dalla casa municipale già diversi anni fa, con iter avviato a suo tempo dall’allora assessore Marcello Muscolino, poi proseguito dall’ex assessore Gaetano Carella nella passata legislatura e che ora sta portando a termine l’attuale assessore Scibilia. Ad un certo punto si era temuto che il finanziato fosse destinato ormai ad andare “in fumo”: ora si riscontrano nuove difficoltà.

Si tratta di portare a compimento l’adeguamento normativo e funzionale della ex Chiesa di San Giuseppe e delle aree connesse, mediante il recupero strutturale di un immobile ritenuto di valore storico-culturale con il ripristino della funzione pubblica. Il progetto esecutivo dei lavori per la ex chiesa era stato ammesso a finanziamento per 800 mila euro già nel settembre 2014 con relativo decreto registrato alla Corte dei Conti. L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha esitato nel 2019 la perizia di variante prospettata agli uffici di Palermo dal Comune di Taormina ed ha accolto alcuni chiarimenti che erano stati sollecitati da Palermo all’Ufficio Tecnico Comunale-Area Manutentiva per consentire, una volta per tutte, la definizione di questo lunghissimo iter. Alla fine la Regione ha stanziato 600 mila euro e l’antico sito dovrebbe tornare fruibile per attività culturali e sociali. Ma prima bisognerà risolvere il contenzioso.

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