Stefano Bonaccini

Stefano Bonaccini ha iniziato la scalata alla segreteria del Partito Democratico, i segnali si moltiplicano e ancora una volta punzecchia Nicola Zingaretti. E lo fa parlando, senza fare giri di parole, proprio della situazione del Pd. La stoccata – come evidenziato da Il Mattino – arriva in un momento in cui molti, soprattutto gli ex renziani rimasti al Nazareno, vorrebbero proprio il governatore dell’Emilia Romagna come futuro leader dei democratici.

«Se posso dare un consiglio a Nicola – dice Bonaccini – è di irrobustire il gruppo dirigente. Sul territorio ci sono tante professionalità che hanno governato bene» con le quali il gruppo dirigente del partito sarebbe «più robusto e autorevole». Ma soprattutto davanti alla domande delle cento pistole il governatore che ha fermato la calata di Matteo Salvini sulla via Emilia risponde così: «Io, segretario del Pd al posto di Zingaretti? Intanto penso a ottenere le risorse che servono» alle Regioni, soprattutto visto che dobbiamo garantire la riapertura delle scuole a settembre». Una risposta che non fa pensare a «un no, grazie».

Bonaccini – rimarca Il Mattino -, lascia aperto più di uno spiraglio per il futuro. In teoria il congresso dem dovrebbe celebrarsi tra tre anni, ma lo scenario post regionali potrebbe accelerare i processi interni. «Il Pd ha un segretario, al Pd tocca ora rafforzare l’azione di governo, al Pd toccano meno parole e più fatti, al Pd tocca dare una anima più riformista al governo». Bonaccini punta a diventare l’equivalente di Zaia per Salvini: una spina nel fianco o un’alternativa? L’enigma diventerà forse a sinistra un tema dominante dei prossimi mesi.

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