il sindaco di Taormina, Mario Bolognari

Taormina. “Sul Palazzo dei Congressi occorre stabilire se daremo in concessione i locali o i servizi. Se mettiamo a bando l’affitto dei locali dovremmo seguire la strada già percorsa dal Comune negli anni scorsi con alcuni immobili e saremmo allo sbando. Non si può limitare l’uso, le tipologie di attività da fare in un bene. Se un privato prende un edificio ci fa poi quello che vuole. E questa prospettiva la città non se lo può permettere. La città necessita di una scelta che tenga conto delle peculiarità di questo immobile”. Lo ha dichiarato il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, sull’atto di indirizzo esitato dal Consiglio comunale per la futura gestione del Palazzo dei Congressi.

“Chi lo visita spesso poi dice che non corrisponde a quanto si immaginava o, viceversa, afferma che si possono fare delle cose che altrove non è possibile, come uscire dal Palacongressi ed essere già in pieno centro, con i bar e i negozi a pochi passi. Ci sono, insomma, vantaggi e svantaggi. A mio avviso bisogna mettere in concessione e bandire il servizio, non l’organizzazione del servizio di cui si occupano benissimo gli alberghi. Qui si tratta di captare i flussi, incentivare gli eventi che possono aiutare l’indotto per la città. Chi dovrà gestire i servizi dovrà porre in essere un’azione di reperimento sul mercato, in un contesto anche internazionale, che è quello che a noi manca. Il tema non è quello semplicemente di una sala dove fare congressi, la priorità è far arrivare a Taormina attività che ad oggi non vengono fatte per una serie di problematiche”.

“Io prima di emettere un bando per l’affitto dei locali ci penserò a lungo, cinquantamila volte. Non sono assolutamente d’accordo e può creare tante conseguenze, anche sulla quantificazione dei lavori, sulle autorizzazioni, su tentativi di scomputare poi delle quote sul canone d’affitto. Tutti aspetti da eliminare alla radice”.

“Il bando di gara lo scriverà un esperto che dovrà essere all’altezza del compito. Quindi ci saranno le linee guida del Consiglio ed entro quei limiti qualcuno tradurrà il tutto in qualcosa di percorribile sul piano tecnico ed amministrativo”.

Infine i tempi: “Partire da oggi con l’iter per il bando di gara significa iniziare a parlare per concludere il percorso nel 2021 e proiettarsi nel 2022. Prima che si faccia il bando e che si dia il tempo per partecipare e che si possano poi valutare le proposte, e che si faccia poi il contratto, arriveremo al 2021. Ciò significa che chi entrerà inizierà a ragionare per il 2022”.

 

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