Orlando Russo con il governatore Nello Musumeci

Taormina. Dopo l’uscita dei due enti messinesi, si aprono nuovi scenari per la Fondazione Taormina Arte, nella quale ad oggi sono rimasti soci e componenti dell’ente culturale soltanto la Regione Siciliana e il Comune di Taormina. Si riaffaccia, infatti, l’ipotesi di un’apertura ai Comuni del comprensorio e a rilanciare questa proposta, per la quale potrebbero ora aprirsi nuove prospettive, è il sindaco di Castelmola e presidente dell’Unione dei Comuni Naxos-Taormina, Orlando Russo. “Da sempre, ormai da tanti anni – spiega Russo – sostengo che Taormina Arte non possa più essere intesa come un fatto localistico ma come un volano per il turismo, la cultura e l’economia di un intero comprensorio. E a maggior ragione oggi che in Taormina Arte c’è anche la Regione Siciliana, è il momento giusto per far sì che insieme a Taormina possano esserci anche Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola”.

I tre comuni più vicini a Taormina potrebbero, insomma, diventare soci della Fondazione, affiancando Taormina e la Regione. Ma Russo ritiene che il coinvolgimento dei comuni possa anche passare da un’ulteriore opportunità: “Bisogna coinvolgere l’Unione dei Comuni, dentro il quale già si trovano tutti i quattro comuni (sodalizio di cui, comunque, sono soci anche Gallodoro e Mongiuffi) e che potrebbe rappresentare l’ente più idoneo a dare una nuova spinta propulsiva per il futuro di Taormina Arte con una visione complessiva che veda insieme i comuni del comprensorio anche nella programmazione degli eventi culturali”.

“Da soli non si va più da nessuna parte – avverte Russo -. Di fronte ad una crisi del genere vi è la necessità di cercare nuove soluzioni e altre strade per resistere e dare rinnovato slancio al nostro territorio. Fare quadrato e trovarsi insieme anche in un contesto di rilievo come la Fondazione Taormina Arte, ci consentirebbe di immaginare un cartellone che possa proporre appuntamenti culturali nell’intero comprensorio”.

un evento di TaoArte al Teatro Antico di Taormina

“Gli eventi più importanti verrebbero proposti al Teatro Antico di Taormina come sempre, mentre le località più vicine potrebbero organizzare altre manifestazioni. E così si darebbe modo al turista di avere a disposizione un’offerta più ampia, un vero e proprio circuito di eventi. Questo è l’anno zero del turismo ma, di riflesso, lo è anche nella visione strategica del territorio. Potremo salvarci soltanto se riusciremo a unire le forze”.

Proprio nei giorni scorsi il commissario straordinario della Fondazione Taormina Arte Sicilia, Bernardo Campo, ha formalizzato la delibera che ha sancito l’esclusione della Città Metropolitana (ex Provincia) e del Comune di Messina da TaoArte. Campo nel prendere atto “delle misure adottate” dai due enti ha così definito il nuovo assetto che per adesso è un asse a due tra Taormina e la Regione, ma i comuni dell’hinterland ora bussano alla porta e potrebbe aprirsi un nuovo capitolo nelle dinamiche della Fondazione, diventata realtà nel 2019 con l’iscrizione al registro delle fondazioni della Regione Siciliana.

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