Tom Cruise in Mission Impossible

Dopo il dibattito consiliare del 16 maggio scorso, a Taormina è scattata l’operazione “Estrema unzione” per Asm. Non è più un segreto (e in verità non lo era già da tempo) che l’Amministrazione comunale si sia orientata a decretare la morte dell’attuale azienda servizi municipalizzati con la contestuale nascita di una nuova società. Sembra essere decisamente questa la volontà del sindaco Mario Bolognari e dell’attuale liquidatore Antonio Fiumefreddo: il Consiglio comunale si regolerà e si determinerà di conseguenza. “L’azienda è già liquidata, la nuova azienda non può essere una società speciale, non può essere più questa” è la pietra tombale posta dal primo cittadino sul destino di Asm. Il dado è tratto.

Questo orientamento, che ovviamente ha le sue buone motivazioni, cavalca una prospettiva chiara e ben delineata, pur tuttavia non semplice da percorrere e che rischia di incontrare un ostacolo nella normativa vigente: in particolare all’articolo 4 del testo unico delle società a partecipazione pubblica il quale consente la costituzione di società solo per la gestione di servizi essenziali, vietando la costituzione di società “aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, ne’ acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società.

Il problema, in sostanza, sembrerebbe essere che la gran parte dei servizi svolti da Asm, non potrebbero essere considerati “servizi essenziali” per come elencati nell’attuale normativa, servizi come i parcheggi, la pubblicità e similari; e se così stanno le cose, allora che fine faranno i servizi di Asm Taormina? Verranno affidati a privati? Gli esperti e legali del Foro di Catania incaricati dal liquidatore, saranno dunque chiamati a sbrogliare anche questa matassa e a trovare una soluzione percorribile per superare tale punto di impasse. La via è stretta e la questione non è di facile soluzione.

Una volta decretata la morte dell’Asm, bisognerà poi stabilire che fine faranno tutti i debiti contratti da Asm, primi fra tutti quelli a cui il consigliere Sterrantino ha fatto riferimento nel suo recente intervento in Consiglio comunale. Se l’interpretazione è corretta, sembrerebbe che Asm abbia portato in ammortamento (costi) la rivalutazione della funivia in modo non proprio in termini impeccabili e che questa operazione, sempre a detta dello Sterrantino, starebbe comportando sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, per circa 800 mila euro a far data dal bilancio 2013 (rettificato) presentato nel 2015, riaprendo dunque i termini di accertamento.

Est modus in rebus, nulla si può e nemmeno si deve commentare poi sulle vicende giudiziarie in corso su Asm (e non solo) che potrebbero portare ad un vero e proprio terremoto nel prossimo autunno; vicende e potenziali risvolti che anche qui, non potranno essere indifferenti o estranei a conseguenti valutazioni nel determinare il futuro di Asm. L’emergenza Covid, poi, soffia sul fuoco di una crisi finanziaria che si fa sentire e avrà riverberi pesantissimi da qui ai prossimi mesi. E’ un capitolo di rilievo a cui ha accennato il sindaco con una previsione di consistenti perdite per Asm a fine anno.

Il treno ormai è deragliato, ne arriverà uno nuovo, sperando non venga poi zavorrato anche questo dai masochismi del freno a mano costantemente tirato dalla manina a convenienza dalla politica taorminese.

I bilanci non esitati dal Consiglio comunale, l’assenza di una contabilità sin qui “certa” e attendibile che non fa ben comprendere quale sia stata l’attività di controllo degli uffici di Asm e dei suoi responsabili, il ruolo dei revisori e delle varie Giunte susseguitesi in questi anni: sono tutti fattori che vanno incardinati nei ragionamenti da fare e nelle scelte da ponderare.

Si potrebbero elencare mille altri ostacoli e i chiodi nella bara di Asm diventeranno, di riflesso, con ogni probabilità i mattoni che “costringeranno” Fiumefreddo, suo malgrado, a congelare il lungo elenco di accorati saluti e calorosi ringraziamenti dispensati in aula consiliare, per tramutare quel congedo in una più lunga permanenza in contrada Lumbi. Tanto più in un contesto dove le indagini in corso su Asm stanno provocando un certo stato patogeno di ansia che non incoraggia altri pretendenti locali a farsi avanti per andare a sedersi sui carboni ardenti. In fondo, in Italia, diceva qualcuno, non c’è nulla di più stabile e duraturo del temporaneo. Lo sa bene Fiumefreddo, che da una parte prepara la strada alla fuoriuscita dalla liquidazione e dall’altra ha già spianato la strada all’ottobre rosso di Asm.

Una cosa, in definitiva, appare evidente: nonostante i buoni propositi e le parole rassicuranti, la matassa Asm è sempre più ingarbugliata da sbrogliare e districarsi nel capitolo finale di questa storia sarà decisamente complicato.

L’Operazione “estrema unzione” all’Asm è scattata. Comincia la resa dei conti, la mission impossible in salsa tao-catanese, con l’avvocato Fiumefreddo chiamato a vestire i panni di Tom Cruise e che dovrà districarsi tra le rose e le spine di un campo (ancora) minato.

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