il Pronto Soccorso di Taormina

Taormina. Un’aggressione a tre persone si è verificata nelle scorse ore a Messina, al Pronto soccorso dell’ospedale Papardo. Un uomo è stato portato in ambulanza per un trattamento sanitario obbligatorio, ma arrivato sul posto è andato in escandescenze picchiando tutti. Si è reso così necessario l’intervento dei Carabinieri. L’episodio verificatosi nel capoluogo, per forza di cose, riaccende la paura anche a Taormina, dove il timore è che questi fatti – già accaduti diverse volte nel corso degli anni – possano tornare d’attualità al Pronto Soccorso dell’ospedale San Vincenzo, al momento rimasto privo di vigilanza armata.

“La sicurezza è la priorità e non può essere messa in secondo piano”. Ha evidenziato proprio sull’argomento Fabio Laganà, il presidente Regionale “Sicilia” dell’Associazione Nazionale Guardie Riunite d’Italia (Agri) che così interviene con una nota sulla questione del servizio di vigilanza armata al Pronto Soccorso, che al momento è stato interrotto dall’Asp Messina alla data del 31 maggio scorso per assenza di fondi. Da più parti si spinge affinché il servizio possa essere ripristinato, tenendo anche conto che alle porte c’è un’estate appena iniziata nella quale, una volta conclusa l’emergenza Covid, si sta ritornando alla consueta presenza di tanti utenti nel reparto con il conseguente rischio di nuovi momenti di tensione, come già avvenuto a più riprese in passato, e soprattutto con il riproporsi del pericolo di eventuali aggressioni a medici ed infermieri.

“In merito alla delicata questione della vigilanza armata al Pronto soccorso di Taormina – interviene Agri Sicilia -, mi preme rilasciare, in qualità di responsabile regionale dell’Associazione Guardie Riunite d’Italia (A.G.R.I) una dichiarazione al riguardo. La gara d’appalto che fu stipulata dalla Regione Siciliana nel 2019 ha di fatto aggiudicato il servizio di vigilanza armata in tutti i presidi ospedalieri di tutte le province siciliane ad eccezione della sola provincia di Messina alla quale era stata al momento “congelata” l’applicazione dei criteri di aggiudicazione per via della base economica dei costi. Si era provveduto allora ad un affidamento diretto per sei mesi ad una ditta con sede centrale a Palermo e poi nuovamente prorogata per altri sei mesi. Ci ritroviamo, tutt’oggi, a dover ancora una volta sottolineare l’importanza e la necessaria presenza di un servizio delicato qual è la vigilanza privata nei Pronto Soccorso”.

“La vigilanza – evidenzia Agri – è un servizio che tutela l’incolumità del personale medico, paramedico e dell’utenza tutta. La nostra associazione di categoria nazionale chiede che venga “scongelato” quel ramo di gara d’appalto all’epoca bandita e si rende disponibile alla partecipazione ad un tavolo tecnico con i vertici dell’Asp 5 e con l’assessore regionale alla Salute, Razza”. Si cerca, insomma, di arrivare ad una soluzione per consentire la ripartenza di un servizio che appare certamente importante per garantire l’incolumità e la serenità degli operatori medici ed infermieristici ma anche per l’utenza stessa, visto che nel reparto si creano delle lunghe attese e in questo contesto si sono verificati anche nel recente passato atti di escandescenza come nel caso dell’aggressione operata nel luglio 2019 da un disabile psichico ai danni del primario del Pronto Soccorso di Taormina, Mauro Passalacqua.

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