il Teatro Antico di Taormina

Taormina. “In un momento in cui la crisi economica affligge pesantemente anche la nostra città, il turismo fa molta fatica a ripartire e la ristorazione a Taormina non ha clientela, ci preoccupa e ci lascia perplessi che in una zona del Teatro Antico interessata da opere di riqualificazione sia prevista la nascita, ormai prossima a diventare realtà, di un’attività di ristorazione”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Associazione Imprenditori per Taormina, Carmelo Pintaudi, che così chiede al Comune di Taormina e all’Assessorato ai Beni Culturali di prendere posizione sulla realizzazione in corso di un’attività di ristorazione al Teatro Antico, che fa seguito all’avvenuto espletamento di una relativa procedura di gara.

Il progetto. L’iter concerne un progetto di “Riqualificazione dell’area belvedere ed il restauro conservativo dell’edificio ex semaforo”, per un importo di 274 mila euro. La fine dei lavori, scattati il 20 febbraio scorso, inizialmente era stata prospettata al 5 luglio 2020 ma ora è prevista per il 16 agosto 2020. Secondo quanto già reso noto dal Parco di Naxos-Taormina, per esattezza, si sta intervenendo per dare vita ad “una caffetteria affacciata sul mare che, secondo il nuovo cronoprogramma post-covid, sarà pronta ad agosto”.

“Caffetteria e poi ristorazione”. “E’ un progetto che non condividiamo afferma Aipt nelle parole del presidente Pintaudi – e che, a nostro avviso, non può rappresentare una buona notizia per il tessuto produttivo di Taormina, investito da una crisi epocale e che sta cercando con tutte le proprie forze di risollevarsi. Ristoranti, bar e pub stanno riaprendo in assenza di turisti e con la sola aspettativa di un turismo di prossimità che non può risolvere l’emergenza: e nel frattempo cosa accade? Vi sono dei lavori in corso al Teatro Antico per realizzare una “caffetteria” ma si paventa che poi si tratterà di un ristorante. Potrebbe trattarsi, insomma, a tutti gli effetti di un’attività di ristorazione che per le sue indubbie potenzialità attrattive, sarebbe in grado di far convergere i flussi in arrivo a Taormina (ad oggi già esigui a soddisfare l’offerta cittadina) verso il fascino del monumento più bello di Taormina, dove la gente avrebbe modo di mangiare qualcosa o fare un aperitivo godendo di un panorama mozzafiato”.

Un nuovo competitore. “Abbiamo rispetto per il lavoro di tutti e non abbiamo mai inteso fare sterili polemiche, tuttavia a nostro avviso non siamo di fronte ad una scelta strategica opportuna che si integra con le esigenze del tessuto economico di Taormina ma può rappresentare, in termini di concorrenza, un ulteriore handicap per le attività cittadine che sono già in difficoltà. Riteniamo che non si tratti di un servizio “aggiuntivo” all’offerta culturale del Teatro Antico, ma di un’iniziativa che avrà poi riflessi di carattere commerciale e che, quindi, rischia di infliggere un ulteriore duro colpo all’indotto cittadino. Proprio questo momento di crisi, tra l’altro, poteva essere propizio per avviare una riqualificazione del settore della ristorazione in un territorio come Taormina, dove già da prima del Covid l’offerta era superiore alla domanda e la tendenza rischia di acuirsi ancor più adesso. Inoltre, il mercato di qualità è sempre stato il segmento di riferimento al quale hanno inteso puntare diverse attività di Taormina e ne conseguirebbero, quindi, ulteriori riflessi negativi in presenza di un nuovo forte competitore”.

L’appello al Comune. “Chiediamo sia data priorità – continua Pintaudi – all’interesse collettivo della città di Taormina e, per questo, un intervento del Comune affinché il Teatro Antico che è sempre stato il grande motore dell’economia di Taormina ed il nostro migliore alleato, non finisca per trasformarsi, paradossalmente, in un elemento competitore rispetto al comparto della ristorazione taorminese. Al Teatro Antico, ricordiamo negli anni vi sia stata la presenza di un angolo bar per il ristoro del pubblico durante gli spettacoli, per quelle 2-3 ore. Altre scelte sulla somministrazione di alimenti ci appaiono non opportune e ci preoccupano. Pertanto, invitiamo il Comune di Taormina a chiarire la propria posizione sulla vicenda. Se davvero vuole aiutare gli operatori economici di Taormina, come ha più volte dichiarato, l’Amministrazione, il sindaco e l’assessore al Commercio, si facciano carico di trovare una soluzione che non penalizzi la nostra categoria, con un’interlocuzione che possa realmente salvaguardare i ristoratori taorminesi, ricordando che il Comune non detiene la titolarità del sito archeologico ma è, pur sempre, parte integrante del Parco di Naxos-Taormina. Allo stesso modo auspichiamo un’interlocuzione con il neo-assessore ai Beni Culturali, Alberto Samonà, ritenendo che questa iniziativa avrebbe una valenza soltanto per chi gestirà l’attività di ristorazione, senza portare vantaggi –  e, purtroppo, soltanto uno svantaggio oggettivo – alle tante attività esistenti di ristorazione di Taormina”. “Ad ogni modo – conclude Pintaudi – ci riserviamo di valutare l’opportunità di porre in essere eventuali azioni a tutela delle attività economiche locali e del nostro territorio”.

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