l'ex ministro Gianpiero D'Alia

Giardini. Il Comune di Giardini Naxos ha incaricato l’avvocato Gianpiero D’Alia per rappresentare e dunque difendere l’ente locale nella contesa al Tar di Catania con Wind Tre Spa. La società ha presentato, infatti, un ricorso al tribunale amministrativo per chiedere l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza sindacale n.14 del 14 aprile 2020. L’atto in questione è quello con il quale il sindaco Nello Lo Turco ha disposto una “Ordinanza contingibile e urgente per sospendere e negare l’autorizzazione, asseverazione, esecuzione di ogni installazione e/o progetti relativi alla nuova tecnologia 5G su tutto il territorio comunale e attivare tavoli tecnici e servizi di monitoraggio ambientale per la salute pubblica”.

Sarà l’ex ministro D’Alia a difendere il Comune di Giardini in questa causa al tribunale amministrativo etneo. L’Esecutivo ha disposto, in tal senso, un impegno di spesa pari 3 mila 806 euro per il compenso da corrispondere al professionista. La posizione del Comune di Giardini Naxos è quella di resistere contro il ricorso di Wind Tre e così cercare di ribadire la legittimità della posizione espressa dall’ente locale, che ha inteso dire almeno per il momento “No” al posizionamento di tecnologie per la telefonia 5G nel territorio della seconda stazione turistica siciliana.

La posizione espressa dal Comune nell’atto deliberativo in questione contempla l’attivazione di “tavoli tecnici e servizi di monitoraggio ambientale per la salute pubblica”, ed in particolare “un tavolo tecnico sanità-ambiente e un sistema di monitoraggio ambientale e sanitario”, con “Asl, Arpa, e l’ausilio del mondo accademico”. L’iter comunale di accertamento su tale tecnologia potrebbe scattare nei prossimi mesi e dunque con l’insediamento della nuova Amministrazione che verrà scelta dagli elettori nella tornata di voto del 4 settembre. Nel frattempo Wind Tre vuole la sospensiva della delibera di Giunta, avversando la posizione di “principio precauzionale” di Palazzo dei Naxioti che blocca le installazioni di telefonia 5G per un possibile aggravamento “delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale, in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dalla International Agency for Research on Cancer”.

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