il Pronto Soccorso di Taormina

Taormina. Fermento e preoccupazione sulla vicenda del servizio di vigilanza armata al Pronto Soccorso di Taormina, al momento interrotta per assenza di fondi da parte dell’Asp Messina. Il servizio, come si ricorderà, era stato attivato nell’autunno 2019, poi prorogato a gennaio e si è quindi concluso il 31 maggio scorso. La direzione generale dell’azienda sanitaria ha rappresentato “l’impossibilità a far proseguire il servizio per l’assenza delle risorse economiche necessarie”. E nelle scorse ore la senatrice Urania Papatheu ha posto la questione all’attenzione dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

Il caso in Parlamento. “Ho chiesto all’assessore Razza – spiega la sen. Papatheu -, di attivarsi affinché si possano reperire le risorse che occorrono per consentire il ripristino della vigilanza armata h24 al Pronto Soccorso di Taormina. La sicurezza è una priorità. Sulla questione, già nel 2019 ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno, a seguito della brutale aggressione avvenuta allora nei confronti del primario, dott. Mauro Passalacqua”.

la sen. Urania Papatheu

Presenza essenziale. “La vigilanza è essenziale per prevenire aggressioni e fronteggiare momenti di tensione che da diversi anni a questa parte si sono verificati con frequenza al Pronto Soccorso di Taormina. Pertanto, appare indispensabile riattivare tale presidio fisso e così assicurare la sicurezza e l’incolumità di medici ed infermieri e dei cittadini”.

L’input del TdM. Sulla vicenda si registra, intanto, l’intervento di CittadinanzAttiva Tribunale dei Diritti del Malato. “Auspichiamo una pronta riattivazione del servizio di vigilanza armata al Pronto Soccorso di Taormina – ha dichiarato la responsabile del TdM Taormina-Valle Alcantara, dott.ssa Agata Polonia – al fine di garantire la sicurezza degli operatori del reparto e dei cittadini in un contesto che fa registrare la presenza quotidiana di tanti utenti provenienti sia dal comprensorio ionico che dai paesi dell’Etneo, e che necessita quindi di una presenza che possa rappresentare un presidio strategico per la sicurezza collettiva”.

Reperire le risorse. Si tratta di un servizio la cui assenza rischia, in sostanza, di riportare d’attualità le preoccupazioni ma soprattutto le intemperanze del recente passato. Per la ripartenza sarebbe necessaria una dotazione mensile di circa 100 mila euro, comprensiva degli oneri da affrontare sia su Taormina che negli altri Pronto Soccorso della provincia, a Milazzo, Barcellona, Patti e Sant’Agata di Militello. Ma non si esclude che la cifra possa anche essere inferiore, e dunque meno gravosa. Adesso bisognerà vedere quali saranno le valutazioni dell’assessorato regionale alla Salute e se il caso arriverà a una svolta.

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