Palacongressi di Taormina

Taormina. La Giunta di Taormina ha approvato il progetto per i lavori finali di ristrutturazione del Palazzo del Congressi, la cui proposta di intervento è stata finanziata nei mesi scorsi dalla Regione Sicilia con un finanziamento di 231 mila euro. Era l’ultimo adempimento per arrivare così alla gara per i lavori. L’Esecutivo, con apposita delibera, ha esitato nelle scorse ore il progetto denominato “Lavori di impiantistica per innovazione tecnologica e miglioramento delle prestazioni energetiche del Palacongressi”. Le opere saranno a carico dell’assessorato ai Beni Culturali. Il Comune ha inteso procedere alla validazione del progetto esecutivo e a questo punto si potrà procedere con l’espletamento della procedura di affidamento delle opere. L’obiettivo è quello di poter affidare i lavori entro fine estate per poi far scattare le opere in autunno.

Il Palazzo dei Congressi, come si ricorderà, è già stato ristrutturato nel 2017 dall’Aeronautica militare, con opere pre e post G7 per 4 milioni di euro finanziate dal Governo nazionale, ad oggi è fruibile per convegni ma si tratta di poter adeguare e fare la sistemazione della parte scenica dell’auditorium per poter consentire lo svolgimento di spettacoli ed eventi di intrattenimento, specialmente nei mesi invernali e a maggior ragione dopo l’emergenza sanitaria e la crisi economica, che obbligherà Taormina a puntare con forza anche su una stagione invernale.

L’argomento Palacongressi arriverà, nel frattempo, in Consiglio comunale martedì (16 giugno), con all’ordine del giorno dei lavori consiliari infatti un atto di indirizzo riguardante “la concessione dei servizi di promozione e gestione delle attività congressuali e di organizzazione degli eventi”. Si tratta di una delibera che dovrebbe essere propedeutica a poter poi predisporre una gara per l’affidamento della gestione del bene a privati. Sull’argomento ad oggi non c’è intesa politica a Palazzo dei Giurati e l’opposizione ha palesato perplessità sull’atto presentato dalla Giunta. La proposta, ad ogni modo, come già avvenuto in altri casi, potrebbe essere esitata “a colpi di numeri”, facendo valere cioè la netta prevalenza del numero di consiglieri di maggioranza (12 a 4) rispetto alla minoranza.

Bisognerà vedere, in particolare, se verrà confermata l’intenzione di “un corrispettivo annuale per il Comune non inferiore a 44 mila euro”, a fronte di una durata dell’affidamento in gestione che sarebbe di 9 anni. Ma c’è anche da tenere conto del fatto che l’aggiudicatario verrebbe onerato a concedere in uso gratuito per almeno 30 giornate all’anno il palazzo per varie manifestazioni con obbligo di consentire “l’utilizzo gratuito comprensivo di tutti gli oneri relativi alla gestione giornaliera”. Al futuro gestore verrebbe imposto “il pagamento di tutte le utenze per la gestione e della Tari”, e quindi anche a doversi “impegnarsi a mantenere gli impianti (ascensori, servizi antincendio, elettrici, idrici, etc)” e farsi carico delle manutenzioni. In tempi di crisi si dovrà, in sostanza, conciliare l’esigenza della città di far funzionare 12 mesi l’anno il bene e, al contempo, far sì che il bando possa essere appetibile per i privati.

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