Salvo Cilona, consigliere di opposizione

Taormina. Volano stracci a Palazzo dei Giurati dopo il Consiglio comunale che ha esitato il rinvio dei termini di pagamento della prima rata Imu al 30 settembre. La delibera è stata approvata all’unanimità dal Civico consesso di Taormina ma nell’occasione è stato bocciato un emendamento dell’opposizione, a prima firma del consigliere Salvo Cilona, che, richiamando l’art. 177 del Decreto Rilancio, prevedeva “l’esenzione dell’imposta Imu per il settore turistico”.

“Per un fatto politico – afferma in una nota Cilona – questa maggioranza ha bocciato un emendamento a costo zero che voleva tutelare eventualmente la città e la principale industria cittadina, che è l’accoglienza. Sono i soliti consiglieri comunali che dicono di amare Taormina, ma sono quelli che hanno votato contro il piano di riequilibrio a febbraio 2018 e che oggi si ostinano per colore politico a votare qualsiasi cosa può solo essere a vantaggio di Taormina. Tuttavia dico ai cittadini che l’art 177 del d.l. n.34 del 19/5/2020 esonera per la prima rata e dà l’opportunità ai cittadini in difficoltà economica di pagare l’Imu con scadenza 16/6 ora entro il 30/9, senza sanzioni, accompagnata da una certificazione dove si evince l’impossibilità di non aver potuto rispettare la scadenza del 16/6 per motivi economici”.

“E’ bene comunque chiarire i fatti – continua Cilona -. Il 9 giugno scorso era prevista una seduta di Prima Commissione consiliare chiesta dall’assessore al Bilancio, Ferraro, con all’odg la delibera Imu 2020. L’assessore in quell’occasione ha esposto la proposta di delibera dicendo che, visto che la legge del Decreto Rilancio dà la possibilità ai comuni di decidere eventuali rinvii, il Comune di Taormina ha pensato bene di far pagare l’Imu con scadenza 16/6 alle persone in difficoltà entro il 30/9, senza sanzioni ma con autocertificazione entro il 31/10. Mi sono permesso di fare notare alla commissione che era opportuno includere anche la legge 177 del dl del 19/5, art. 34, con la quale venivano esonerate tutte le attività ricettive. Tale proposta veniva condivisa da tutti i componenti, incluso l’assessore Ferraro. Il presidente della Commissione, Brocato, mi invitava a preparare un emendamento da approvare poi in Consiglio con votazione all’unanimità del art. 177. Così ho provveduto al protocollo dell’emendamento, acquisendo tutti i pareri di regolarità contabile. Il martedì mattina ricevo un messaggio da parte del presidente della Commissione che mi chiede a che punto fosse l’emendamento, io confermo che era tutto a posto e che sarei stato felice se tutti i componenti il Consiglio avessero firmato. Ma la sera del Consiglio l’assessore Ferraro, nell’esporre la delibera asseriva che l’emendamento era superfluo. Ho spiegato in quella sede, e lo ribadisco, che forse questa Amministrazione non si rende conto delle difficoltà che la città avrà nel pagare sopratutto la seconda rata Imu del 16/12. Era opportuno trovare altre soluzioni per venire incontro ai cittadini e alle attività produttive e ricettive in quanto l’Imu incide moltissimo sui bilanci aziendali”.

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