il rebus della seconda ondata di Coronavirus

“La seconda ondata di Coronavirus è certa”, “la seconda ondata è solo un’ipotesi”, “la seconda ondata è da escludere”. “Arriverà a settembre”, “è prevista ad ottobre”, “si verificherà a dicembre”, “è attesa a gennaio”. In questi giorni si sta dicendo e scrivendo di tutto e di più, tutto e il contrario di tutto sulla seconda ondata di Coronavirus, con l’ennesimo capitolo dello scontro tra virologi, immunologi, esperti e scienziati che si contraddicono determinando confusione ma soprattutto nuovo panico e disorientamento tra la gente, come se già il momento non fosse abbastanza complicato. In attesa di capire se davvero il Covi19 tornerà a tormentare il mondo, ricomincia la giostra del terrore, dell’infondere paura alle persone senza avere nessuna certezza di quel che accadrà nei prossimi mesi. Chi può dire con certezza che ci sarà un colpo di coda del virus maledetto? Chi può asserirlo con certezza? Nessuno, solo Dio forse lo sa ma certamente non noi essere umani.

Ancora una volta la scienza s’inchina alla gran cassa mediatica di alcuni studiosi che, spalleggiati dagli alfieri della disinformazione dei principali network nazionali, vanno nei salotti televisivi, diventano opinionisti per la stampa e sul Web, elevandosi al ruolo di stregoni (spesso soloni) del Terzo millennio, con inquietanti toni e sembianze da portaseccia. Senza rispetto né sensibilità per la gente che, già provata dai fatti dei mesi recenti, vive ormai nel terrore che tutto ciò si ripeta. E’ uno spin-off mediatico del terrore che concede la ribalta alla componente più megalomane della scienza, quella parte cioè del narcisista di turno che ha bisogno di ostentare il suo presunto sapere, ma nel mondo a soffiare sul fuoco della paura c’è anche una regia di chi muove le fila, accondiscende e spera nel colpo di coda del virus per trarre altri vantaggi, ulteriore profitto economico e potere sociale, ancor prima che politico, da questa macabra rappresentazione dell’angoscia collettiva.

E’ un gioco al massacro che va stigmatizzato e dal quale non bisogna farsi annientare. Il Covid19 bis è una possibilità purtroppo realistica ma non è una certezza. E’ un male invisibile che la scienza ha imparato a conoscere e contro il quale arriverà, prima o poi, anche un vaccino. Ma Covid19, intanto, è diventato terreno fertile di una trappola che vede in cabina di regia menti colte che, dall’alto della loro miseria umana, profetizzano e quasi invocano il Coronavirus, per poter cavalcare l’onda di questa paura, sfruttando l’imprevedibilità di un elemento rivelatosi quanto mai potente nel contesto dell’egemonia globalista di un “mainstream” che impone telelavoro, smart working, privazione delle libertè e distanziamento sociale. Il Coronavirus è una tragedia che ha fatto migliaia di morti ma al di là degli aspetti sanitari e scientifici, ha soprattutto innescato pesanti riflessi sociali ed economici, ha creato un’ulteriore frattura tra ricchi e poveri, nuovi conflitti di classe. Il virus sta con i dominanti e contro i dominati, l’emergenza è diventato un metodo di governo della masse, che ha gonfiato ancora di più i conti in banca delle multinazionali e ha annientato la piccola economia. E che intanto sta uccidendo senza pietà il turismo, che in Italia (ed evidentemente non solo da noi) è linfa vitale per milioni di persone, per tante imprese e altrettante famiglie.

Tra tante fonti noi preferiamo citare (sperando vivamente che abbia ragione lui) la voce di Bruce Beutler, premio Nobel per la Medicina 2011, propenso a pensare che una seconda ondata di coronavirus non ci sarà: “Nella maggior parte dei paesi europei e degli Stati Uniti, sembra che il tasso di nuovi casi e il tasso di mortalità stiano gradualmente diminuendo, anche se le persone hanno iniziato a uscire di nuovo, a tornare al lavoro e a interagire di più. Insieme ai lockdown, i cambiamenti nel comportamento (distanziamento sociale, uso di mascherine) sembrano aver avuto effetti protettivi. La popolazione non è così vulnerabile come all’inizio, quando nessuna di queste misure era stata intrapresa. Questo è vero, anche se attualmente solo una piccola percentuale della popolazione è stata infettata. Ma tutto ciò mi porta a pensare che non ci sarà una seconda ondata”. Beutler, attualmente direttore del Center for the Genetics of Host Defense dell UT Southwestern Medical Center di Dallas (Usa), ha vinto il prestigioso riconoscimento grazie al suo lavoro sulle cellule dendritiche, con cui ha contribuito a svelare alcuni dei più importanti segreti del modo in cui il nostro organismo si difende dagli attacchi esterni attraverso, appunto, il sistema immunitario.

E’ l’ora, insomma, della prudenza su quel che si verificherà in un senso o nell’altro nei prossimi mesi. Qualcuno sostiene che il Coronavirus per i potenti del mondo se non ci fosse bisognerebbe invertarlo e a pensare male qualche volta ci si azzecca. In ogni caso non è l’ora delle mille contraddizioni dei Nostradamus dell’era Covid, gufi da salotto che non sanno eppure predicono, non hanno certezza ma dispensano pillole di scienza e perle di stupidità.

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