a Giardini Naxos è battaglia sul 5G

Giardini Naxos. E’ battaglia legale al Tar di Catania tra il Comune di Giardini Naxos e la società Wind Tre, che ha presentato un ricorso al tribunale amministrativo nei confronti di Palazzo dei Naxioti. La società ha chiesto l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza sindacale n.14 del 14 aprile 2020. L’atto in questione è quello con il quale il sindaco Nello Lo Turco ha disposto una “Ordinanza contingibile e urgente per sospendere e negare l’autorizzazione, asseverazione, esecuzione di ogni installazione e/o progetti relativi alla nuova tecnologia 5G su tutto il territorio comunale e attivare tavoli tecnici e servizi di monitoraggio ambientale per la salute pubblica”. Una decisione che Wind Tre Spa intende contrastare e sulla quale la società di telefonia ha deciso di portare il Comune di Giardini in tribunale. Così la Giunta ha ora accolto la proposta del sindaco di far costituire l’ente locale nel giudizio al fine di resistere al ricorso in oggetto e quindi procedere alla nomina di un legale a difesa del Comune (a tal fine la Giunta ha disposto un impegno di spesa in bilancio di 3 mila 800 euro).

Giardini ha detto no al 5G, disponendo al contempo l’attivazione di “tavoli tecnici e servizi di monitoraggio ambientale per la salute pubblica”.”E’ una misura che abbiamo assunto a titolo precauzionale, davanti a preoccupazioni che mi sono state espresse da più parti ed in particolar modo dal presidente del Consiglio Comunale Danilo Bevacqua, che ha evidenziato la necessità di salvaguardare la salute pubblica anche in attesa di ulteriori verifiche su questa nuova tecnologia”, ha detto Lo Turco.

Nel provvedimento si fa riferimento ad un possibile aggravamento “delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale” e si ordina inoltre di “applicare il principio precauzionale” in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dalla International Agency for Research on Cancer. È quindi stato dato mandato ai servizi comunali di esprimere parere negativo a modifica o installazione di impianti stazioni radio base con tecnologia 5G “fino a quando non sarà garantita l’innocuità di questa nuova tecnologia”. Non solo: sarà inoltre promosso “un tavolo tecnico sanità-ambiente e un sistema di monitoraggio ambientale e sanitario “attivando servizi da parte degli enti competenti in materia Asl e Arpa, anche con l’ausilio del mondo accademico”, “in merito a possibili effetti indesiderati della tecnologia 5G sulla popolazione nelle aree individuate per l’eventuale installazione degli impianti esistenti”. Ora Wind Tre si oppone e chiede che sulla questione si pronunci il Tar.

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