Daniele Andronaco

Taormina. “La crisi non è passata e rischia di farsi sentire oltre le previsioni di grande difficoltà che erano già ipotizzabili. I segnali che stanno arrivando su questa stagione estiva, purtroppo, non sono incoraggianti. Li potremmo definire come dei veri e propri segnali di fumo”. Lo afferma il direttore provinciale di Confesercenti Messina, Daniele Andronaco, che non fa mistero della sua apprensione in vista di una stagione turistica che appare sempre più complicata da affrontare per gli operatori economici di Taormina. “Lo sapevamo che la strada sarebbe tutta in salita – spiega Andronaco – ma le indicazioni che stiamo registrando con i nostri associati e da una verifica generale della situazione non sono confortanti. Nella ristorazione chi ha riaperto rischia di chiudere nuovamente perché nei ristoranti, come nei bar, non c’è la clientela. C’è un crollo dei fatturati e i costi da affrontare non trovano il necessario ristoro. Il problema, a questo punto, non è nemmeno quello degli spazi o del distanziamento, ma l’oggettiva assenza di turisti. Forse la ripartenza poteva avvenire qualche settimana prima in una regione come la nostra che ha avuto un basso indice di contagio da Covid19, ma al di là dei “se” e dei “ma” l’impatto di questa crisi e stato forte e non si esaurisce nel breve volgere di qualche settimana. La verità è che le persone hanno timore ad uscire di casa e tornare a frequentare i locali pubblici. La paura frena la ripartenza. E’ un dato di fatto che non si può sottacere né sottovalutare”.

“Tutti desideriamo che le cose ritornino al più presto come prima – continua il direttore provinciale di Confesercenti – ma non sarà facile recuperare. Quanto accaduto avrà ripercussioni ancora per diverso tempo e non sappiamo sino a quando sarà così. La riapertura dei confini tra l’Europa e il mondo avverrà a luglio ma è un percorso che avviene a “macchia di leopardo”, tra difficoltà e diversificazioni. E non sappiamo quanti turisti si metteranno in viaggio in un quadro del genere, tenendo anche conto che un viaggio si programma per tempo. Intanto siamo già a metà giugno e ad esempio i turisti americani, che da sempre rappresentano uno dei mercati stranieri di riferimento per questo territorio, non ci saranno. Si dice che i russi vogliano tornare qui ma non abbiamo certezze tal senso”.

“Il dato davvero preoccupante – evidenzia Andronaco – è che a Taormina, come pure in altre realtà, non c’è una progettualità, si naviga a vista. Taormina ha grandi potenzialità, ha tutto per rilanciarsi ma non si va oltre le solite discussioni. Si fanno “tavoli” ma non si fa davvero fronte comune. Si fanno passerelle e non ci si siede per programmare il futuro. Non c’è una visione strategica del futuro, e così non soltanto sarà molto difficile salvare il salvabile quest’estate ma si rischia di fallire anche nel 2021. La prossima stagione andrebbe programmata adesso, subito, ma non se ne parla o non si va oltre le solite opinioni personali. Si parla ma di cosa? Quali sono i risultati? Bisognerebbe affrontare l’emergenza con le rappresentanze presenti ai tavoli regionali e nazionali e con esperti e tecnici che possano davvero essere considerati tali. O si cambia e si cerca di essere incisivi o sarà la fine”.

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