Giuseppe Conte

Si fanno sempre più insistenti le voci che ipotizzano la volontà di Giuseppe Conte di dare vita ad un suo partito. Lo hanno già ribattezzato il partito del presidente e si tratterebbe, insomma, di un movimento ad immagine e somiglianza dell’attuale premier. Lui ci pensa, non disdegna l’idea ma sa che la strada è tutta in salita. Da una parte c’è la consapevolezza da parte di Conte di aver trovato davanti a sè un’autostrada nella quale lanciarsi per guidare il centrosinistra. Il Movimento Cinque Stelle per adesso si è consegnato, tra le sue tante faide interne, alle strategie di Conte, il Partito Democratico accetta di far andare avanti il governo e riconosce che il primo inquilino di Palazzo Chigi almeno sin qui è riuscito a mediare tra le tante diatribe della coalizione di maggioranza.

E allora Conte valuta, riflette e dall’altra parte sa che la prospettiva di un partito del presidente potrebbe rafforzarne l’autonomia nello scacchiere politico. Ma il premier ricorda anche il tentativo analogo a suo tempo fatto da Mario Monti con Scelta Civica che naufragò impietosamente alla prova elettorale del 2013. Per adesso Conte lascia correre le voci, e tutto al più potrà dire che si tratta di una bufala mediatica. Ci sarà tempo e modo per capire se il partito del presidente potrà nascere davvero. O se, invece, sarà meglio evitare il rischio di un Monti-bis.

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